Northvolt, in Polonia l’ex stella europea delle batterie finisce agli americani

northvolt

La storia di Northvolt è definitivamente chiusa, o quasi. L’impianto svedese di Skellefteå, centro nevralgico dell’azienda che era presente anche in altri Paesi europei e in Nord America, si è fermato, e le speranze europee di avere un’industria indipendente nel settore sono quasi a zero. Ma un’altra fabbrica, quella in Polonia, sta per vivere una nuova vita.

La Northvolt Dwa ESS, la più grande fabbrica europea di sistemi di accumulo d’energia, verrà comprata dalla startup americana Lyten, che vuole ampliare la sua gamma di prodotti.

Sembra quasi una beffa, visto che la fine della storia di Northvolt ha probabilmente anche chiuso definitivamente le speranze di vedere un’industria delle batterie Made in Europe, mentre nel continente gli stessi produttori auto, come Stellantis, collaborano con i giganti cinesi, come Catl.

Stentano invece le joint venture con un’anima nostrana: ACC (Stellantis + Mercedes + TotalEnergies) ha fermato i lavori in alcuni luoghi chiave, come Termoli in Italia.

Cosa fa Lyten

Lyten si definisce una ‘supermaterial applications company’ e leader globale delle batterie al litio-zolfo. Con l’acquisizione della fabbrica di Danzica, in Polonia, si accaparra uno stabilimento di 25.000 metri quadrati dedicato non solo alla produzione, ma anche a ricerca e sviluppo nel settore dei sistemi di accumulo a batteria. I termini finanziari dell’acquisizione non sono stati resi noti da nessuna delle due parti.

“Prevediamo di riavviare immediatamente le operazioni in Polonia e di consegnare gli ordini dei clienti esistenti e nuovi”, ha detto il Ceo di Lyten Dan Cook. “Il porto di Danzica, i funzionari locali e federali sono stati tutti di grande supporto nella combinazione della tecnologia della Silicon Valley con il talento ingegneristico e operativo polacco per esportare la tecnologia di stoccaggio dell’energia di nuova generazione ai clienti di tutto il mondo”. Gli ordini secondo la startup già coprono tutto il 2026, mentre la capacità della fabbrica potrebbe essere estesa a 10 Gwh dai 6 attuali, in futuro.

Il segmento BESS, secondo la startup, è quello che cresce più velocemente nel mercato di batterie, fondamentale per rispondere alla potenza richiesta dai data center e dall’AI, ma anche per fornire flessibilità alla rete elettrica, in Europa e Nord America, e soddisfare impennata della domanda di energia nei mercati emergenti.

Già oggi Lyten fornisce batterie per droni, ma le sue batterie sono state inviate anche sulla Stazione spaziale internazionale e Stellantis, attraverso Chrysler, le ha usate per il concept di veicolo elettrico Halcyon.

Come in Polonia, Northvolt ha attività in Germania e Nord America, il cui destino, come nel caso di Danzica, rimane aperto.

La storia di Northvolt

La (triste) storia della startup si è chiusa 10 anni dopo essere iniziata. Il fallimento è stato dichiarato lo scorso 12 marzo, ma già prima la grande speranza europa delle batterie (protagonista di quello che verrà ricordato come uno dei maggiori crack della storia svedese) aveva perso i suoi leader: l’italiano Paolo Cerruti, che ha guidato le operazioni in Nord America, e il Ceo Peter Carlsson. L’azienda è stata fondata dai due come SGF Energy nel 2015, entrambi ex Tesla.

Il nome Northvolt è arrivato nel 2017, mentre il primo grande finanziamento, 350 milioni in prestito dalla European investment Bank, è arrivato due anni dopo.

Col tempo, si sono aggiunti anche gli investitori privati: Goldman Sachs, Volkswagen tra gli altri. Alla fine sono stati raccolti 15 mld di euro in tutto, ma nel 2023 il rosso era da un miliardo. La fabbrica nel Nord della Svezia ha raggiunto i 900 dipendenti. Oggi, dopo lo stop definitivo alla produzione, sono praticamente zero.

Molti indicano la scarsità di sussidi statali per Northvolt (soprattutto se confrontati con quelli ottenuti da Pechino dai concorrenti cinesi) come motivo del fallimento, ma non va dimenticata la maxi-commessa di BMW a Northvolt ritirata dopo alcuni ritardi nelle consegne e la cancellazione dei progetti per un nuovo impianto per mancanza di fondi.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

Leggi anche

Ultima ora

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.