Unicredit rinuncia a Banco Bpm, ma Orcel è contento: ecco perché

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“In un trimestre guadagniamo più di quanto Bpm guadagna in quattro”. Andrea Orcel chiude così la partita su Banco Bpm e rifocalizza Unicredit sulla crescita interna e quella all’estero. L’Ad commenta in un’intervista a Class Cnbc il passo indietro dell’istituto sull’acquisizione di Banco Bpm. Non sembra, a sentire Orcel, il classico caso della volpe con l’uva.

L’Ad spiega che, oltre alle incognite del golden power governativo, sono i numeri a giustificare la rinuncia a quella che sarebbe una delle operazioni più importanti degli ultimi anni, insieme a quella sulla tedesca Commerzbank (che al contrario rimane prioritaria, con la possibilità di arrivare al 29,9% del capitale). Intanto, Orcel porta a casa il semestre migliore della storia di Unicredit, con un utile da 6 mld di euro.

La Borsa dà ragione all’Ad: Unicredit guadagna il 4,2% dopo l’annuncio del ritiro dell’offerta su Bpm da parte del Cda.

Le parole di Orcel…

Secondo Orcel per Unicredit la situazione “cambia in meglio. In questo momento tirare una riga su Bpm ci libera di un peso, ci permette di accelerare e permette veramente di vedere quello che questa banca può fare da solo in Italia e come gruppo. In un trimestre guadagniamo più di quanto Bpm guadagna in quattro”.

“Quindi noi ci liberiamo le mani – aggiunge – ritroviamo il nostro focus solo sulla strategia di crescita interna. Se voi guardate i nostri risultati, l’Italia ha fatto sostanzialmente meglio di quello che ci aspettavamo, continua a fare sostanzialmente meglio. E stiamo accelerando, mentre Bpm sta decelerando. Non abbiamo mai avuto un contesto così positivo, è dura, ma ci dà l’opportunità di dimostrare quello che possiamo fare”.

…e i numeri di Unicredit

Le parole dell’Ad arrivano nello stesso giorno della presentazione dei risultati di UniCredit, con il miglior semestre della sua storia e un “secondo trimestre da record”, secondo lo stesso Orcel, che sottolinea l’utile netto trimestrale (3,3 miliardi di euro, 6 miliardi nel semestre) e un “robusto RoTE del 24,1%, con i ricavi core che sono aumentati anno su anno a 5,9 miliardi. Siamo protetti per il futuro poiché il nostro basso costo del rischio, l’elevata qualità degli attivi e un livello di overlay senza eguali ci difendono contro potenziali recessioni macroeconomiche”.

La guidance per il 2025 e le ambizioni fino al 2027 sono state riviste al rialzo, con 30 miliardi di distribuzioni totali agli azionisti e “15 miliardi in dividendi in contanti dal 2025 al 2027″ ha rimarcato il Ceo.

Il ritiro dell’offerta e le parole contro Banco Bpm

Il 22 luglio Unicredit ha ritirato la sua offerta per Banco Bpm in quanto la condizione relativa all’autorizzazione Golden Power non è soddisfatta. Secondo il Cda di Unicredit il processo di offerta è stato influenzato dalla clausola di golden power, “insistentemente” invocata dai vertici di Bpm, che ha impedito a UniCredit di dialogare con gli azionisti di Bpm nel modo in cui “un normale processo di offerta avrebbe consentito”.

“La mia responsabilità principale è di agire nel migliore interesse di Unicredit e dei nostri azionisti. La continua incertezza sull’applicazione delle prescrizioni del golden power non giova a nessuno dei due. Abbiamo deciso di ritirare la nostra offerta”, aveva commentato Andrea Orcel.

La sospensione della Consob

Poche ore prima dell’annuncio di Unicredit la Consob aveva sospeso nuovamente, per 30 giorni, la scadenza per aderire all’offerta, prorogandola al 21 agosto, secondo rinvio dopo quello deciso a maggio. Secondo Unicredit anche la proroga non è stata abbastanza.

La nota dell’istituto sottolinea che “i vertici di Banco Bpm hanno privato i propri azionisti del dialogo che normalmente avviene durante un periodo di offerta per comprendere il valore creato dalla combinazione e determinare le condizioni che sarebbero state accettabili per andare avanti”.

Il Cda, pur accogliendo con favore i progressi significativi compiuti con il Tar, la Dg Comp dell’Unione europea e il governo italiano, ha stabilito che “i tempi per una risoluzione definitiva della questione golden power vanno ben oltre la scadenza della nostra offerta e anche di quella della sospensione decisa oggi della Consob”.  Per il consiglio di amministrazione di Unicredit si tratta di “un’opportunità mancata, non solo per gli stakeholder di Bpm, ma anche per le comunità imprenditoriali italiane e per l’economia in generale”.

 

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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