Nel 2025, il turnover dei CEO negli Stati Uniti sta battendo ogni record precedente e sta trasformando la stessa natura della leadership. Secondo nuovi dati della società di ricerca e collocamento Challenger, Gray & Christmas, il numero di dimissioni di CEO nelle aziende statunitensi è salito a 207 nel mese di giugno, un aumento del 23% rispetto ai 168 di maggio. Sebbene ciò rappresenti una diminuzione del 12% rispetto ai 234 abbandoni registrati nel giugno 2024, il primo semestre del 2025 mostra un’accelerazione: ben 1.235 CEO hanno lasciato il proprio incarico. Si tratta di un aumento del 12% rispetto all’anno precedente e del numero più alto registrato nei primi sei mesi dell’anno da quando Challenger ha iniziato a raccogliere questi dati nel 2002.
Secondo l’azienda, questa ondata di dimissioni non è semplicemente un’anomalia statistica. Sempre più spesso, le aziende si affidano a dirigenti ad interim, e il rapido turnover di breve termine è diventato così comune che l’ufficio più prestigioso dell’azienda sembra sempre più un lavoro da “gig economy”, afferma Challenger, aggiungendo: “Il 2025 segna l’ascesa della gig economy dei CEO”.
CEO come lavoratori della gig economy
Fino a giugno 2025, un sorprendente 33% dei nuovi CEO nominati ha assunto l’incarico in via temporanea, rispetto al solo 9% dello stesso periodo dell’anno scorso. Molti di questi leader, compresi veterani che hanno guidato aziende durante la pandemia di Covid-19, stanno tornando a ricoprire ruoli alle proprie condizioni, preferendo incarichi flessibili e basati su progetti rispetto all’impegno pluriennale che un tempo era lo standard.
I ruoli ad interim offrono vantaggi strategici sia per le organizzazioni che per gli esecutivi: le aziende ottengono rapidamente agilità e nuove prospettive; gli esecutivi ottengono visibilità e mantengono flessibilità.
I rischi della gig economy nella C-suite
Un’altra tendenza interessante è l’equilibrio tra CEO ad interim interni ed esterni: il 53% è stato selezionato all’interno dell’organizzazione, mentre il 47% è arrivato dall’esterno. Quando i ruoli ad interim diventano permanenti, i candidati interni ed esterni hanno le stesse probabilità: il 20% di ciascun gruppo ha ottenuto poi il ruolo a lungo termine.
Il boom del lavoro da CEO come gig worker si contrappone a un’altra tendenza: il calo del numero di nuove CEO donne. Solo il 25% dei nuovi CEO nominati nel 2025 sono donne, in calo rispetto al 28% dell’anno scorso.
Settori con il maggiore turnover
Alcuni settori sono stati particolarmente colpiti. Il settore pubblico e non profit è in testa (o in coda), con 256 dimissioni di CEO entro giugno—l’1,6% in più rispetto alle 252 registrate nello stesso periodo del 2024. Questo settore ha registrato il turnover più alto in entrambi gli anni.
Segue il settore tecnologico, con 138 dimissioni entro giugno, uno dei totali mensili più alti dell’anno; un aumento del 16% rispetto al 2024. Il settore sanitario/prodotti ha registrato 121 uscite, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. Gli ospedali, sottocategoria del settore, hanno visto 68 dimissioni, in aumento del 3%. Le aziende finanziarie hanno avuto 76 uscite di CEO da inizio anno, un aumento del 29% su base annua.
Questo sconvolgimento riflette cambiamenti più ampi—incertezza, rapidi progressi tecnologici, pressione sui modelli tradizionali di leadership—che stanno rendendo il ruolo del CEO sempre più fluido, flessibile e temporaneo. In questa era della leadership da gig economy, sia le organizzazioni sia i dirigenti si trovano ad affrontare nuove regole nel navigare il futuro della C-suite.
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