Soho House fuori dalla Borsa, affare da 2,7 mld di dollari

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Soho House, il marchio globale di club privati, uscirà dalla Borsa grazie a un accordo storico da 2,7 miliardi di dollari. L’acquisizione — guidata da MCR Hotels, con sede a New York e tra i maggiori proprietari-operatore indipendenti di hotel negli Stati Uniti — metterà fine ai quattro anni di Soho House come società quotata e segnerà l’inizio di un nuovo capitolo per il club dei soci, che non è mai stato redditizio.

In base all’accordo, annunciato il 18 agosto, MCR acquisterà tutte le azioni Soho House in circolazione a 9 dollari l’una in contanti, con un premio dell’83% rispetto al prezzo del titolo al momento dell’offerta. L’operazione è sostenuta da giganti finanziari come Apollo Global Management e Goldman Sachs Alternatives, insieme a un consorzio di investitori nuovi ed esistenti. Tra i nomi di rilievo che entreranno nel consiglio dopo l’acquisizione figurano l’attore e investitore tech Ashton Kutcher e il CEO di MCR, Tyler Morse, destinato a diventare vicepresidente.

Azionisti storici come Ron Burkle, presidente esecutivo di Yucaipa Cos., il fondatore di Soho House Nick Jones e l’investitore Richard Caring manterranno le loro partecipazioni di controllo, segnalando continuità nella leadership del club. Goldman Sachs Alternatives, che sostiene l’azienda fin dall’IPO, investirà ulteriore capitale nell’impresa.

In attesa dell’approvazione degli azionisti e delle autorità di regolamentazione, l’operazione dovrebbe chiudersi entro fine anno. Una volta conclusa, le azioni di Soho House saranno ritirate dal listino della Borsa di New York, trasformando l’attività in una società privata.

Soho House: dalle origini cool di Londra all’influenza globale

Fondata nel 1995 in Greek Street a Londra, Soho House è rapidamente diventata sinonimo di lusso, esclusività e scena creativa vibrante. I club, che uniscono ristoranti, hotel, palestre, spa e spazi di lavoro, contano oggi 46 sedi in 18 paesi, accanto a marchi come The Ned e Scorpios Beach Club. L’iscrizione è ambitissima, con quote annuali di migliaia di dollari e un processo di selezione accurato. A giugno, Soho House contava oltre 270.000 soci e ha registrato ricavi totali per 329,8 milioni di dollari nel secondo trimestre—un aumento dell’8,9% su base annua.

Nonostante ciò, il percorso in Borsa di Soho House è stato costantemente difficile. La sua IPO del luglio 2021 aveva fissato il prezzo a 14 dollari per azione, ma a metà 2025 il titolo era sceso sotto i 9 dollari, con un calo superiore al 30%, tra preoccupazioni sulla redditività e volatilità del mercato. Investitori e analisti hanno citato pressioni sul modello di business, costi operativi elevati e un’espansione più lenta del previsto come cause della performance deludente.

Fortune ha riportato nel maggio 2024 che l’azienda aveva perso denaro ogni anno dalla sua fondazione, e la rapida espansione globale l’aveva caricata di un forte debito. Gli short-seller, in particolare GlassHouse Research, avevano segnalato problemi di lunga data e l’avevano paragonata a WeWork. Più di recente, Soho House è finita sotto la pressione dell’investitore attivista Dan Loeb e del suo fondo Third Point, che spingevano per un processo di vendita della catena.

Il CEO Andrew Carnie aveva dichiarato a Fortune di intravedere un piano triennale o quinquennale, anche se un portavoce aveva poi chiarito che Carnie non stava indicando una tempistica per la redditività, ma piuttosto per “riallineare in modo olistico l’azienda rispetto alle nostre priorità strategiche: far crescere e migliorare la membership e operare in modo efficiente per crescere in maniera redditizia”.

Carnie ha descritto l’operazione come un voto di fiducia: “Questo riflette la forte convinzione che i nostri azionisti, sia attuali che nuovi, hanno nel futuro di Soho House & Co. e nella trasformazione che abbiamo guidato da quando siamo diventati una società quotata”.

Oltre a mantenere la leadership esistente, l’acquisizione dovrebbe portare nuovo capitale, competenze nell’hospitality e know-how tecnologico. MCR, che possiede oltre 150 hotel in tutto il mondo—including il TWA Hotel all’aeroporto JFK e l’High Line Hotel a New York—porta con sé esperienza operativa e un track record di innovazione. Gli investitori sperano che questo sostegno permetta a Soho House di aprire quattro nuovi club e migliorare le piattaforme tecnologiche per i soci.

L’articolo completo è su Fortune.com

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