È partita dall’economia l’agenda politica tracciata da Giorgia Meloni sul palco del Meeting di Rimini. Davanti alla platea di Comunione e Liberazione la premier ha messo in fila le priorità del governo, a cominciare da fisco, imprese e famiglie. “Abbiamo avviato la riforma dell’Irpef, ma ora è tempo di fare di più e concentrare la nostra attenzione sul ceto medio”, ha detto. E ancora: “Vogliamo continuare a sostenere le imprese: l’obiettivo è l’abbassamento strutturale del costo dell’energia che pesa come un macigno sulla competitività”.
“Un piano casa per le giovani coppie”
Tra i passaggi più applauditi, quello sul sostegno alle famiglie. “Una delle priorità che affronteremo con il vicepremier Matteo Salvini è quella di un grande piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie, perché senza casa è difficile costruire una famiglia”, ha spiegato la premier. Un progetto che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe affiancare il rafforzamento delle politiche fiscali a favore dei nuclei con figli. “La burocrazia non ci porterà fuori dalla tempesta, la politica può farlo, ma dobbiamo sapere che tornare protagonisti della propria storia e del proprio destino non è facile, indolore, gratis”
Meloni su lavoro e assistenzialismo
Meloni ha poi rivendicato la rottura con la stagione dei sussidi: “Per troppo tempo chi ha governato ha confuso il diritto al lavoro con il diritto a un reddito, rifugiandosi nell’assistenzialismo pur di non esercitare il faticoso dovere in capo allo Stato, cioè il compito di creare le condizioni perché il diritto al lavoro sia garantito. I sussidi come il reddito di cittadinanza deresponsabilizzano le società e atrofizzano le persone”.
Difesa europea e rapporto con gli Usa
Ampio spazio anche alla politica estera. “Per decenni abbiamo appaltato agli Usa la sicurezza europea, con un’inevitabile dipendenza politica. Tornare protagonisti della nostra storia e del nostro destino non è facile, indolore, gratis”, ha sottolineato Meloni, ribadendo l’esigenza di una “colonna europea della Nato”.
Draghi e l’irrilevanza dell’Ue
Non è mancato il riferimento alle parole di Mario Draghi, che aveva avvertito del rischio di marginalità geopolitica per l’Europa. “L’Ue è sempre più condannata all’irrilevanza geopolitica, incapace di rispondere efficacemente alle sfide di competitività poste da Cina e Usa, come ha giustamente rilevato Mario Draghi da questo palco”, ha detto Meloni. Poi l’affondo polemico: “Molte delle critiche che ho sentito le condivido così tanto da averle formulate molto spesso nel corso degli anni, tanto da venire criticata aspramente anche da chi oggi si spella le mani”.
Immigrazione
Infine il capitolo immigrazione, dove la premier ha rivendicato il cambio di passo: “Abbiamo messo mattoni nuovi con una cornice di serietà e rigore come mai avvenuto prima. Una immigrazione regolata e legale può essere una ricchezza, ma quella illegale e incontrollata è un danno per qualsiasi società”.

