I proprietari di case di lusso faticano sempre più a vendere alle cifre desiderate e ricorrono a strategie creative: dai pernottamenti di prova ai forti ribassi. Nuove tasse in aree come Los Angeles e Cape Cod rendono le transazioni ancora più costose, costringendo i venditori a maggiore flessibilità.
Oggi è sempre più difficile vendere al prezzo che il proprietario ritiene “giusto”: persino venditori celebri hanno dovuto abbassare drasticamente le richieste per le loro megaville. Con prezzi e tassi ipotecari elevati, i compratori analizzano ogni dettaglio e, in mercati come quello californiano, devono fare i conti anche con nuove imposte sugli immobili di lusso.
Per attirare potenziali acquirenti, alcuni venditori offrono persino la possibilità di dormire nella villa prima dell’acquisto. A Miami, l’agente Julian Johnston (Corcoran Group) conferma che questa pratica, seppur non ancora diffusa, sta prendendo piede nelle fasce più alte del mercato: “In un settore in cui i compratori hanno tempo e mezzi per aspettare l’occasione giusta, ogni iniziativa che differenzi una casa può aiutare a concludere la vendita”.
Il Wall Street Journal ha riportato il caso di una residenza da 60 milioni di dollari, affittata per due mesi a una coppia straniera (250.000 dollari al mese) prima che questa decidesse di presentare un’offerta. “Per 60 milioni vale la pena provare prima di comprare”, ha dichiarato il proprietario.
Non tutti, però, vedono la novità come un segnale positivo: per alcuni esperti si tratta di un gesto di disperazione che denuncia sopravvalutazioni iniziali. “Dormire in una casa per valutarla è una delle idee più strane che abbia sentito, ma non significa che non possa funzionare”, ha commentato Simon Isaacs, broker di Palm Beach.
Prezzi del lusso in calo anche per i big
Negli ultimi anni diversi personaggi di primo piano hanno dovuto tagliare drasticamente i prezzi. Nell’aprile 2024 Rupert Murdoch ha ribassato del 40% l’attico di Manhattan, scendendo a 38,5 milioni di dollari, meno dei 57,9 milioni pagati all’acquisto. A maggio Jennifer Lopez e Ben Affleck hanno ridotto di oltre 8 milioni il prezzo della loro villa da 60 milioni a Beverly Hills. Stesso destino per il fondatore di Oakley, che ha ritoccato a 65 milioni la quotazione di un’altra maxi-residenza.
Secondo gli analisti, questi casi dimostrano che il mercato non è più dominato dai venditori: gli immobili restano più a lungo invenduti e i tagli di prezzo si moltiplicano. “Metrature e nomi famosi non bastano più a giustificare valutazioni gonfiate: oggi gli acquirenti cercano design intelligente, impianti moderni e valore nel tempo“, ha dichiarato Anthony Luna, CEO di Coastline Equity.
Il peso delle tasse
Alle difficoltà di mercato si aggiungono le cosiddette mansion taxes. A Los Angeles, per esempio, si applica un’aliquota extra del 4% per le vendite sopra i 5 milioni e del 5,5% per quelle oltre i 10 milioni, un onere che di solito ricade sui venditori. A Cape Cod, già tra i mercati più cari degli Stati Uniti, è in discussione una tassa aggiuntiva del 2% sulle compravendite superiori ai 2 milioni.
Il risultato è che i proprietari di case di lusso devono essere sempre più realistici. “La ragione principale dei ribassi? Le case erano sopravvalutate sin dall’inizio”, spiega Isaacs. “I venditori hanno aspettative, ma sono gli agenti sul campo a sapere cosa davvero interessa ai compratori e per cosa sono disposti a spendere”.
L’articolo originale è su Fortune.com

