Ad agosto 2025 il settore della manifattura nell’Eurozona mostra segnali di ripresa dopo un lungo periodo di calo. L’HCOB PMI del settore ha raggiunto 50,7, in aumento rispetto a 49,8 di luglio, superando la soglia di 50,0 che distingue contrazione da espansione. Si tratta del primo miglioramento mensile dei nuovi ordini in quasi tre anni e mezzo e del ritmo di crescita della produzione più rapido da marzo 2022. La domanda interna è stata il principale motore della ripresa della manifattura, mentre le vendite estere hanno continuato a diminuire per il secondo mese consecutivo, evidenziando una debolezza ancora presente sui mercati internazionali.
Produzione e ordini
La produzione manifatturiera è aumentata per il sesto mese consecutivo, con una crescita mensile più rapida rispetto a qualsiasi periodo dallo scorso marzo. I nuovi ordini totali hanno registrato la prima espansione da tre anni e mezzo, trainati principalmente dal mercato interno, mentre gli ordini esteri hanno continuato a contrarsi. Gli ordini in fase di lavorazione hanno continuato a diminuire per il trentanovesimo mese consecutivo, segnalando che la capacità produttiva non è sotto pressione. L’occupazione nel settore è calata marginalmente, segnando il più debole calo negli ultimi 27 mesi.
Scorte e approvvigionamenti
Le scorte complessive, comprese materie prime, semilavorati e prodotti finiti, si sono ridotte alla velocità più alta da marzo 2022. Anche gli acquisti delle aziende sono calati più rapidamente rispetto ai mesi precedenti, sebbene a un ritmo inferiore alla media degli ultimi tre anni. I tempi medi di consegna dei fornitori si sono allungati al livello più alto da novembre 2022, riflettendo tensioni ancora presenti nelle catene di approvvigionamento.
Prezzi e costi della manifattura
I costi medi di acquisto hanno registrato un lieve aumento, il primo da marzo 2025, mentre i prezzi di vendita sono diminuiti marginalmente. La ripresa delle condizioni operative è stata diffusa in tutta l’Eurozona: Grecia e Spagna hanno registrato le performance più elevate, con entrambe le nazioni che hanno evidenziato forti riprese. Miglioramenti più modesti sono stati osservati nei Paesi Bassi e in Irlanda, mentre in Francia e Italia sono state registrate leggere espansioni. Germania e Austria hanno invece riportato stabilità o flessioni marginali, con la più grande economia dell’Eurozona che ha segnalato condizioni operative sostanzialmente stabili, al massimo dei 38 mesi.

