Cdp punta sul nucleare: investe nella tedesca (a guida italiana) Proxima Fusion

Per la prima volta CDP Venture Capital investe nella fusione nucleare, e lo fa entrando nel capitale di una startup tedesca (ma a guida italiana). Proxima Fusion, l’azienda europea a più rapida crescita nel settore della fusione, guidata dal Ceo Francesco Sciortino, ha esteso il suo ultimo round di finanziamento (già da record, per il settore) arrivando a 200 mln di euro grazie all’ingresso di CDP Venture Capital (il veicolo di capitale di rischio di Cassa Depositi e Prestiti) tra gli investitori.

I numeri del round

Oltre a Cdp Venture Capital entra nel capitale anche il Consiglio europeo per l’innovazione (Eicf) e il fondo Brevan Howard Macro Venture. L’estensione da 15 mln di euro del round ‘Series A’ porta la raccolta totale a 200 mln di euro e secondo Proxima Fusion, con i nuovi investitori, la prospettiva della startup diventa più europea. L’estensione arriva a soli tre mesi dall’annuncio del più grande round di investimenti privati sulla fusione mai realizzato prima in Europa, e da allora Proxima dice di essere già cresciuta di un ulteriore 20% raggiungendo i 100 dipendenti.

CDP Venture Capital ha investito sia attraverso il proprio fondo Large Ventures che attraverso il comparto Energy Tech del fondo Corporate Partners I, un veicolo di investimento dedicato al supporto di startup e scale-up innovative che sviluppano tecnologie per la transizione energetica.

L’ingresso di CDP Venture Capital nel capitale di Proxima Fusion, si legge nella nota, “riflette la crescente attenzione anche dell’Italia verso l’energia da fusione come una tecnologia strategica per l’indipendenza energetica e per la leadership industriale europea”.

“CDP Venture Capital crede fermamente che l’ecosistema deep tech europeo abbia un ruolo chiave da svolgere nello sviluppo delle soluzioni energetiche del futuro” ha affermato Alessandro Scortecci, Chief Investment Officer – Investimenti Diretti presso CDP Venture Capital. “La fusione può contribuire all’indipendenza tecnologica, sostenere la competitività industriale e accelerare la crescita economica a zero emissioni. Siamo fiduciosi che Proxima manterrà le promesse e trasformerà il panorama energetico globale”.

“Proxima sta mettendo insieme partner pubblici e privati, sviluppandosi a tutti gli effetti come un’azienda europea, unendo competenze, talenti e capitali provenienti da tutto il continente” ha affermato Francesco Sciortino, cofondatore e CEO di Proxima, ha spiegato che “sebbene le nostre radici sianoin Germania, sulla base dell’esperimento record Wendelstein 7-X stellarator condotto presso l’Istituto Max Planck per la fisica del plasma, stiamo creando un team e una base di investitori paneuropei. Questa ambizione collaborativa, unita all’incredibile eredità dell’Istituto Max Planck, ci sta fornendo una solida base europea per guidare la corsa globale alla fusione e, chiaramente, non posso che essere estremamente felice di veder entrare nel nostro capitale anche un soggetto di sistema italiano come CDP”.

Cosa sta facendo Proxima Fusion

Proxima Fusion è nata dal Max Planck Institute for Plasma Physics (IPP) nel 2023 per costruire centrali a fusione che utilizzano stellarators QI-HTS. Da allora Proxima ha riunito un team di livello mondiale di ingegneri, scienziati e operatori provenienti da aziende e istituzioni come l’IPP, il MIT, Harvard, SpaceX, Tesla e McLaren.

L’obiettivo è arrivare a una nuova era di energia pulita grazie agli stellarator, uno dei due approcci tecnologici principali alla fusione nucleare, insieme ai Tokamak (ai quali si affida il progetto Iter in Francia, ad esempio).

Ora Proxima sta usando il capitale per comprare e produrre quello che le serve: un nastro superconduttore ad alta temperatura (HTS) per garantire la fornitura a lungo termine del programma di magneti HTS, elementi chiave per il progetto; la produzione di piastre di supporto strutturale per il suo primo magnete HTS non planare, lo Stellarator Model Coil (il primo passo del progetto la cui realizzazione è prevista entro il 2027); una propria linea interna di produzione di cavi per accelerare le capacità di ricerca e sviluppo e produrre i suoi primi cavi SMC a lunga distanza; bobine artificiali a grandezza naturale e peso reale e sezioni prototipo di camere a vuoto per dimostrare la progettazione hardware, la capacità di produzione e lo sviluppo dei processi di assemblaggio per gli stellarator. Mentre si lavora al magnete, si progetta la ‘demo, del primo reattore, chiamata Alpha.

Poste Italiane Dic 25

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