Perchè l’AI rischia di rendere più costosi gli smartphone

C’è un effetto collaterale meno visibile dell’intelligenza artificiale che potrebbe arrivare direttamente nelle tasche dei consumatori: l’aumento del prezzo degli smartphone. Dopo anni di normalizzazione per il settore dei semiconduttori, seguita alle forti tensioni della supply chain durante la pandemia, il mercato sta entrando in una nuova fase di squilibrio. Non per una carenza generalizzata di componenti, ma per una domanda sempre più intensa e concentrata sui chip più avanzati.

L’accordo di Nvidia con la sudcoreana SK Hynix

Negli ultimi giorni Nvidia ha siglato un accordo pluriennale con la sudcoreana SK Hynix per lo sviluppo di memorie di nuova generazione destinate alle “AI factory” e ai sistemi di nuova generazione. L’obiettivo è accelerare progettazione e produzione di semiconduttori sempre più specializzati. Già oggi acquista “miliardi e miliardi di dollari” di prodotti ogni anno, soprattutto memorie ad alta banda (HBM), ma la spesa è destinata a crescere in modo significativo. Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha più volte sottolineato come la domanda di chip sia destinata a superare l’offerta ancora per diversi anni.

Anche i grandi operatori del cloud – Microsoft, Amazon, Google e Meta – stanno investendo centinaia di miliardi di dollari nella costruzione di infrastrutture AI sempre più potenti. Investimenti che richiedono enormi quantità di chip avanzati e di memorie ad alte prestazioni, ormai diventate uno degli elementi più critici dell’intera filiera tecnologica.

Il risultato è che produttori come Samsung Electronics, SK Hynix e Micron stanno progressivamente destinando una quota crescente della loro capacità produttiva alle memorie per l’intelligenza artificiale. Il Financial Times ha descritto questa dinamica come una “vera e propria competizione globale” per le High Bandwidth Memory (HBM), componenti per alimentare i processori utilizzati nei sistemi AI.

Il possibile aumento dei prezzi

Per i consumatori, questa trasformazione potrebbe tradursi in un progressivo aumento dei prezzi di smartphone, PC e altri dispositivi elettronici. Reuters ha più volte evidenziato come la capacità produttiva delle fonderie più avanzate sia ormai in larga parte assorbita dagli ordini legati all’intelligenza artificiale, mentre il Wall Street Journal ha sottolineato come la domanda di infrastrutture AI stia ridefinendo gli equilibri economici dell’intero comparto dei semiconduttori.

Nel segmento mobile, proprio le memorie rappresentano oggi una delle componenti più costose. Lo ha ricordato Carl Pei, co-fondatore e amministratore delegato di Nothing, che su X ha evidenziato un aumento strutturale dei costi di produzione degli smartphone, avvertendo che la tendenza non è destinata a invertirsi nel breve periodo, ma anzi potrebbe proseguire anche il prossimo anno.

Per fronteggiare queste tensioni, anche l’Unione europea sta accelerando i propri piani di sovranità tecnologica attraverso il Chips Act, per ridurre la dipendenza dai produttori asiatici e statunitensi e rafforzare la capacità industriale interna. L’obiettivo è rendere il continente meno esposto agli shock esterni che oggi caratterizzano il mercato dei semiconduttori: dalla concentrazione della produzione a Taiwan alla crescente competizione per le memorie HBM, ormai essenziali per l’intelligenza artificiale.

Poste Italiane Dic 25

Leggi anche

Ultima ora

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.