Pagamenti a rate con Pay-oh nei negozi fisici: la risposta italiana al predominio dell’e-commerce

Oltre la metà delle famiglie italiane, secondo le analisi di mercato, non dispone di risorse per affrontare spese impreviste oltre i 600 euro. Parallelamente, la clientela dei negozi fisici continua a ridursi, attratta dall’e-commerce che offre dilazioni di pagamento semplici e immediate. Per contrastare questa fuga, una giovane fintech italiana ha sviluppato una tecnologia proprietaria che permette di introdurre i pagamenti rateali anche nei punti vendita offline. La società ha ora avviato una fase di espansione, sostenuta da una raccolta fondi in corso, volta a rafforzare il proprio posizionamento e accelerare la diffusione della piattaforma.

Il comportamento dei consumatori è cambiato radicalmente: molti entrano nei negozi, provano i prodotti e poi li comprano online, attratti dalla possibilità di pagare in più tranche. «Non si tratta più solo di difficoltà economiche, ma di un’abitudine ormai consolidata», spiega Nicola Dosso, cofondatore di Pay-oh insieme a Massimo Laccisaglia, manager con lunga esperienza nel settore bancario e finanziario. «Anche per importi contenuti, di 40 o 50 euro, il cliente preferisce dilazionare».

I numeri confermano questa trasformazione: nel 2023 i pagamenti digitali in Italia hanno raggiunto i 444 miliardi di euro (+12% rispetto al 2022). In particolare, la formula “Buy Now, Pay Later” ha toccato 170 miliardi di transato, con una crescita del 47% e un utilizzo da parte del 17% della popolazione. Parallelamente, l’uso di smartphone e smartwatch nei pagamenti è aumentato dell’88%, attestandosi su 29 miliardi di euro.

Mentre la digitalizzazione corre, molte piccole attività restano ancorate a pratiche ormai superate. «Ci sono negozianti che ancora segnano i crediti sul taccuino, esponendosi a rischi enormi», osserva Dosso. «Non è solo un problema di strumenti digitali, ma anche di cultura finanziaria».

Proprio per questo Pay-oh ha ideato una piattaforma che integra diversi operatori di pagamento e consente dilazioni da 3 a 36 mesi per importi fino a 20mila euro anche nel B2B. «Il commerciante deve solo inserire l’importo: tutto il processo si attiva in maniera immediata con una web app», precisa Dosso. La società ha già formato una rete di 80 consulenti presenti sul territorio italiano con l’obiettivo di affiancare i commercianti. «Non vendiamo solo un servizio, li accompagniamo nell’adozione», chiarisce Laccisaglia. «I negozi che sfruttano correttamente la piattaforma hanno visto crescere i ricavi».

Il fenomeno della desertificazione commerciale è più netto al Sud, dove permangono pratiche tradizionali. «Mentre al Nord certe abitudini sono scomparse, al Sud resistono. Spesso sono i giovani subentrati alle famiglie a capire il valore della digitalizzazione», aggiunge Laccisaglia.

Pay-oh ha ottenuto lo status di società innovativa e lanciato una raccolta fondi da un milione di euro, destinata per metà alla ricerca tecnologica e per metà al marketing. L’obiettivo è ambizioso: raggiungere 30.000 negozi affiliati, una quota significativa rispetto ai 4 milioni di partite IVA attive in Italia. «Il nostro progetto non è solo un business ma un impegno sociale», conclude Dosso. «Senza strumenti di pagamento moderni i negozi fisici rischiano di sparire. Abbiamo creato una piattaforma sostenibile e scalabile e ora cerchiamo partner che condividano la nostra missione per rafforzare il commercio di prossimità».

Poste Italiane Dic 25

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