La storia dei giovani imprenditori di Confapi Calabria che hanno deciso di rimanere nel proprio territorio.
C’è una generazione che ha scelto di non partire. Una generazione che, davanti alla tentazione dell’altrove, ha deciso di restare e investire in Calabria. Sono i giovani imprenditori di Confapi Calabria, una comunità in crescita che, con lucidità e coraggio, ha scelto di scommettere su una terra bella e complessa, spesso narrata solo attraverso i suoi limiti. Loro, invece, stanno riscrivendo una storia diversa: una storia fatta di aziende di famiglia che si trasformano, di passaggi generazionali che diventano occasione di rinascita, di idee nuove che prendono forma senza bisogno di emigrare.
Il volto di questa nuova narrazione è quello di Luigi Falco, imprenditore e presidente del Gruppo Giovani di Confapi Calabria, nonché vicepresidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confapi. Una nomina che non è solo simbolica: rappresenta il riconoscimento di un percorso, di una visione chiara e di una determinazione che parte dal basso, dal territorio. “Siamo una generazione che vuole restare ma non per inerzia – ha affermato Falco in più occasioni – Restiamo perché crediamo che proprio da qui possa nascere qualcosa di nuovo, qualcosa che superi gli stereotipi e metta in evidenza il potenziale spesso inespresso della nostra terra”.
La grande sfida che molti giovani imprenditori calabresi stanno affrontando è quella del passaggio generazionale. La maggior parte delle Pmi locali ha una governance familiare, costruita negli anni con sacrificio, tenacia e una forte identità territoriale. Ma oggi, quelle stesse imprese sono chiamate a rinnovarsi. Tocca ai figli e alle figlie subentrare ai padri e alle madri, portando innovazione, digitalizzazione, nuovi modelli di gestione, senza tradire i valori originari. Ed è qui che Confapi Calabria si è rivelata una risorsa preziosa: uno spazio in cui questi giovani possono confrontarsi, formarsi, acquisire strumenti utili per affrontare un cambiamento che, se ben gestito, può diventare un moltiplicatore di valore.
Molti di questi ragazzi sono rientrati dopo anni di studio e lavoro fuori regione. Altri non se ne sono mai andati. Tutti condividono una convinzione comune: fare impresa in Calabria è una scelta culturale, prima ancora che economica. È decidere di restare per cambiare e di farlo con competenza, con determinazione, con uno sguardo rivolto al futuro. Ciò che li accomuna è il desiderio di non interrompere il cammino iniziato dai loro genitori ma di rigenerarlo, renderlo attuale, competitivo. Di mantenerne l’identità, trasformandola nel tempo. Perché, come dice Falco, “nessuno può garantire la buona riuscita di questo difficile processo, ma tutti devono concordare che a nessun imprenditore deve mancare il coraggio di provarci”.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di settembre 2025 (numero 7, anno 8)

