Easy Tetto, la manutenzione delle coperture senza ponteggi

Gran parte del patrimonio edilizio italiano possiede ancora tetti logorati dal tempo. Le coperture realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta, oggi prive di sistemi di isolamento e impermeabilizzazione, rappresentano un rischio concreto per la sicurezza abitativa. Nei centri storici la situazione è ancor più delicata: qui non è raro imbattersi in coperture di 300-400 anni, spesso oggetto solo di interventi superficiali, come la sostituzione di qualche tegola danneggiata. “Molti edifici sono praticamente ai limiti dell’agibilità, con travi in legno compromesse e coperture incapaci di garantire protezione”, osserva Alessandro Buchignani, fondatore di Easy Tetto, azienda che ha sviluppato tecnologie innovative per la manutenzione senza l’uso di ponteggi.

Alla base della fragilità delle coperture, oltre all’età delle strutture, vi è un fattore culturale: in Italia la manutenzione programmata è quasi assente, si agisce solo quando il danno è ormai evidente. A questo scenario si aggiunge l’impatto crescente degli eventi atmosferici estremi. Un episodio emblematico si è verificato a Crema: una grandinata con chicchi grandi come mele e raffiche a 300 km/h ha distrutto oltre 1.200 tetti in poche ore.

Nonostante il quadro preoccupante, le soluzioni non mancano. Dove non vi siano vincoli paesaggistici, spiega Buchignani, è possibile adottare coperture innovative come i pannelli sandwich o grecati, composti da lamiera, poliuretano espanso e un’ulteriore protezione metallica. Strutture resistenti, impermeabili e capaci di garantire un’efficace coibentazione.

La novità introdotta da Easy Tetto non riguarda solo i materiali, ma anche il metodo: via i tradizionali ponteggi, tempi di intervento ridotti, costi più contenuti e totale gestione delle pratiche burocratiche, spesso ostacolo per i proprietari. La sensibilità verso la riqualificazione edilizia è in aumento: il mercato delle coperture ha registrato una crescita del 125% negli ultimi anni. Parallelamente, il fotovoltaico residenziale vive un vero boom: nei primi tre mesi del 2024 gli impianti installati hanno raggiunto quota 1,68 milioni, con un incremento del 27% sul 2023. Un trend che intreccia modernizzazione edilizia ed efficienza energetica.

Secondo Buchignani, la sfida è duplice: educare i cittadini alla manutenzione preventiva e promuovere soluzioni costruttive che migliorino sicurezza ed efficienza. E i segnali sono incoraggianti: cresce il numero di famiglie che scelgono di intervenire non perché già alle prese con infiltrazioni, ma per proteggere il proprio immobile in anticipo. Un cambio di passo che potrebbe trasformare quello che è sempre stato il tallone d’Achille del patrimonio edilizio italiano in una concreta opportunità di rinnovamento e tutela.

Poste Italiane Dic 25

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