Fondata nel 1787 per volere dell’allora re campano Ferdinando IV di Borbone, guarda la città di Napoli dall’alto della collina di Pizzofalcone dove ha la sede e soprattutto dei suoi 238 anni di storia, che ne fanno uno degli istituti militari più antichi e gloriosi del mondo intero. La Scuola Militare Nunziatella di Napoli deve il nome alla chiesa della Santissima Annunziata che l’accompagna lì vicino da quel lontano giorno, e allora come oggi continua la sua opera di, recita il sito Internet dell’istituto, “formazione militare di base, indipendentemente da quelle che saranno le scelte di vita e formazione” dei suoi allievi.
Un’opera per la quale nel 2012 è stata dichiarata “Patrimonio storico e culturale dei Paesi del Mediterraneo” dall’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo e che svolge in un triennio di studi a cui si accede a 15 anni, dopo aver completato il primo biennio del liceo classico o scientifico.
Ottenuto il diploma di scuola superiore, come appunto spiega il sito, si può poi scegliere la carriera militare oppure iscriversi all’Università alla propria facoltà preferita. A raccontare a Fortune questa scuola antica e gloriosa è il 46enne colonnello Alberto Valent, dal 13 settembre 2024 83esimo comandante della Nunziatella.

Qual è la responsabilità principale che si ha nel comandare un istituto militare in generale e in particolare uno così glorioso come la Nunziatella?
La responsabilità di educare, crescere e consegnare al Paese cittadini in divisa, che grazie a opportunità formative straordinarie sono pronti a diventare dirigenti e comandanti di dopodomani. Saldi nei valori e competenti, nel solco di una tradizione bicentenaria.
Cosa vuol dire insegnare e studiare in una scuola militare in tempi come quelli che stiamo vivendo, con la guerra che sembra dietro l’angolo?
I tempi che viviamo richiedono grandi investimenti nella formazione. Consapevolezza nel compito, rapidità d’analisi, spirito critico e forti valori sono a mio avviso il migliore investimento. Concentrazione e disciplina, inoltre, sono indice di grande maturità emotiva e portano a migliori performance anche del gruppo, che noi valorizziamo anche grazie ad addestramento e attività esperenziali.
Qual è l’obiettivo principale della Nunziatella, il risultato più importante che vuole conseguire nella formazione dei suoi allievi?
Insegnare ad avere spirito critico. I costanti mutamenti richiedono loro di prendere rapidamente scelte complesse in tempi ristretti. Esse saranno sempre frutto di un’analisi individuale che si poggerà sulle capacità critiche che hanno acquisito in questi intensi anni formativi. D’altronde, l’autonomia di pensiero sin dal 1787, anno di fondazione della scuola, è sempre stata la nostra caratteristica distintiva, accresciuta da comandanti come Giuseppe Saverio Poli e Giuseppe Parisi e coltivata da professori come Francesco De Sanctis.
Se dovesse scegliere una cosa che nei secoli è rimasta uguale nella scuola, nel suo modo di operare e insegnare, e una che invece i tempi hanno inevitabilmente cambiato, quali mi indicherebbe?
I valori che animano i nostri allievi sono rimasti immutati nel tempo. Lealtà, spirito di sacrificio, abnegazione e soprattutto generosità. L’uso della tecnologia e i mezzi a disposizione, invece, sono inevitabilmente e costantemente in evoluzione. Da oltre due secoli permeano la loro esperienza formativa. Dai campi digitali, ai training tematici al diritto umanitario e alle lingue straniere cerchiamo di essere precursori delle esperienze future.
Alcuni media a volte trasmettono un’immagine delle scuole militari non positiva e in qualche modo costrittiva per i giovani studenti. Come si fa a contrastare quest’immagine e perché all’esterno, a volte, si ha quest’immagine?
Non ho questo riscontro al momento, ma sono certo che i numeri delle richieste d’adesione smentiscano l’esistenza di una problematica simile.
Che profilo e provenienza hanno oggi gli allievi della scuola, quali obiettivi si pongono e quali sono le motivazioni principali che li spingono a iscriversi a una scuola di questo tipo?
La provenienza è abbastanza variegata, ma li accomuna la vocazione all’eccellenza. Cercano opportunità formative straordinarie e valori che permettano loro di diventare comandanti o dirigenti del dopodomani. La trasversalità delle attività che li coinvolge è di certo un nostro punto forte con opportunità che guardano oltre la formazione scolastica e sportiva e che valorizzano la centralità delle capacità relazionali, della concentrazione, della disciplina ma soprattutto dello spirito critico e della decisionalità.
Quali sono invece i requisiti principali che devono avere gli aspiranti studenti per essere ammessi?
La volontà di mettersi in gioco e la determinazione di portare a termine un percorso intenso ma molto stimolante. L’impegno e la conoscenza sono il volano del loro successo, affinché imparino a decidere guidati da valori e spirito critico.
In che percentuale gli studenti proseguono la carriera militare una volta conseguito il diploma?
Abbiamo percentuali d’ingresso nelle accademie delle Forze Armate e di Polizia a ordinamento militare molto alte, cosi come i risultati degli esami di Stato che hanno registrato una percentuale elevatissima di voti massimi.
Che rapporto ha la scuola con Napoli e quanto la città la caratterizza negli insegnamenti?
Il legame con la meravigliosa Napoli è indissolubile dal 1787 e nel corso degli anni la città si è sempre stretta attorno ai nostri allievi, che provenendo da ogni parte d’Italia si sentono adottati da un contesto culturale così vivo e ricco.
