Maria Emanuela Bruni: “La rilevanza del MAXXI sta nella capacità di interpretare il presente e anticipare il futuro”

maxxi

Dalla valorizzazione del contemporaneo alla rigenerazione urbana, Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI, svela la visione di un museo che vuole essere motore di cambiamento e dialogo per la società.

Colori, forme, grandi mostre e incontri dedicati: nel MAXXI arte contemporanea e architettura si fondono in un collante capace di tenere insieme differenze e molteplicità. Ma non solo, nella visione del Museo Nazionale delle arti del XXI secolo prende vita un luogo di incontro, crocevia di linguaggi distanti e laboratorio di pensieri.

L’obiettivo che si è prefissato il Museo, oggi Monumento Nazionale, è importante quanto ambizioso: erigersi ad attore essenziale nel processo di cambiamento dell’intera società attraverso il dialogo con chi lo visita e l’interazione tra pubblico e privato. Ne parliamo con la Presidente della Fondazione MAXXI Maria Emanuela Bruni.

Presidente Bruni nella sua vita vanta una lunga carriera nella pubblica amministrazione, cosa porta di questo bagaglio di esperienze nella sua carica al MAXXI?

Ho avuto il privilegio di lavorare per molti anni al servizio delle Istituzioni, al Ministero del tesoro e in seguito a Palazzo Chigi, al fianco di figure che hanno segnato la storia del nostro Paese e vivendo in prima persona momenti importanti e complessi, dall’introduzione dell’euro all’organizzazione di numerosi G8 e vertici internazionali.

Di questo ricco e denso bagaglio di esperienze mi porto dietro tre elementi essenziali: la capacità di ascolto, che per me rappresenta la chiave per giungere a decisioni efficaci; la visione strategica, ovvero il non fermarsi all’urgenza ma avere uno sguardo che volge lontano; la mediazione, intesa come la capacità di trovare soluzioni condivise in contesti che vedono coinvolti attori diversi.

Quest’ultima, in particolare, si sta rivelando molto utile per riuscire a guidare al meglio una realtà articolata come il MAXXI, che racchiude in sé molte anime ed è in continua evoluzione.

Qual è la visione che persegue nel dirigere il Museo?

Da un punto di vista personale, essere alla guida di un museo rappresenta per me il coronamento di un percorso iniziato molti anni fa con i miei studi universitari in Storia dell’arte. Da un punto di vista professionale è una sfida stimolante e una grande responsabilità.

Il MAXXI è il primo e al momento l’unico Museo nazionale del contemporaneo in Italia: è stato pensato non solo come un luogo di conservazione ed esposizione del patrimonio – molti non sanno che il MAXXI è il custode della collezione pubblica di arte e architettura contemporanea – ma anche come un luogo di studio, ricerca e produzione di contenuti, un laboratorio di sperimentazione e innovazione culturale.

Quest’ultima parte mi sta particolarmente a cuore, poiché credo nel ruolo del Museo come attore centrale nel processo di cambiamento. Penso a tematiche necessarie e improrogabili per i nostri tempi come ad esempio l’accessibilità, alla quale intendo dedicare un’attenzione privilegiata.

Da un punto di vista pratico negli anni a venire vorrei consolidare e implementare due aspetti: il dialogo con il pubblico, in particolare con coloro che si avvicinano al contemporaneo per la prima volta, e la rete di scambi e collaborazioni con prestigiose realtà internazionali, per coltivare le sinergie esistenti e costruirne di nuove

Cosa rappresenta per lei il riconoscimento del MAXXI a Monumento Nazionale?

La procedura di riconoscimento come Monumento nazionale – avviata nel 2024 dall’allora Presidente Alessandro Giuli e curata dalla Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma – si è conclusa con successo nei primi mesi del mio mandato e ha coinciso con il quindicesimo compleanno del MAXXI.

Ha dunque un grande valore simbolico, poiché dimostra quanto in soli quindici anni – un lasso di tempo ridotto se paragonato a gran parte di analoghe realtà museali – il MAXXI sia riuscito ad affermarsi come un luogo rilevante per la cultura italiana e internazionale.

Non si tratta però solo di un riconoscimento formale: in questo modo, l’iconica architettura del MAXXI progettata da Zaha Hadid entra a pieno titolo nel patrimonio culturale italiano, con una tutela specifica volta a garantirne la conservazione e la valorizzazione nel tempo.

Il Museo ha iniziato a consolidare, attraverso importanti collaborazioni, una sinergia di rilievo tra pubblico e privato. Intende rafforzarla in futuro e quali sono i prossimi progetti all’orizzonte?

Il connubio tra pubblico e privato è nel Dna della Fondazione MAXXI e il nostro compito è implementare questo modello. Dal mio punto di vista, questa missione non si esaurisce solamente ampliando la rete di partner privati del Museo.

Ciò a cui dobbiamo tendere è la costruzione di rapporti duraturi basati su una visione condivisa e che generino valore per l’intero sistema dell’arte, come ad esempio la collaborazione che ci lega a Bulgari per il MAXXI Bulgari Prize, il progetto per il sostegno e la promozione dei giovani artisti che negli anni ha proiettato sulla scena internazionale numerosi talenti italiani.

A fine ottobre presenteremo i finalisti della prossima edizione con un evento che si svolgerà all’Istituto italiano di cultura di Parigi, nei giorni di Art Basel Paris.

Con il progetto Grande MAXXI, il museo guarda con attenzione anche alla rigenerazione urbana. Può diventare un esempio per altre istituzioni culturali?

Grande MAXXI è un progetto che guarda al futuro nel segno di tre parole chiave: sostenibilità, inclusione e innovazione. Una delle prime azioni riguarda la Piazza Alighiero Boetti, il cuore del nostro Museo, che diventerà più verde, accogliente e confortevole grazie a un significativo intervento progettato da Bas Smets, tra i più importanti architetti paesaggisti contemporanei.

È un piano ambizioso e articolato, pensato su misura per le tante peculiarità del MAXXI, ma ci auguriamo che possa essere un intervento prototipo anche per altre istituzioni.

Come mantenere il MAXXI un progetto rilevante per il futuro?

La rilevanza del MAXXI risiede nella sua capacità di interpretare il presente e anticipare le istanze del futuro grazie al punto di vista illuminante di artisti, architetti, fotografi, creativi e pensatori del nostro tempo, che ogni giorno accompagnano la vita e il lavoro del Museo.

La ricerca, il dialogo con il nostro pubblico, la formazione e le relazioni con le altre istituzioni sono i pilastri su cui continueremo a investire per mantenere saldo il ruolo del MAXXI nel panorama culturale italiano e internazionale.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di ottobre 2025 (numero 8, anno 8)

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