Musk, il compenso da 1.000 mld e la sfida con il fondo sovrano più ricco del mondo

La settimana potenzialmente decisiva per il futuro di Elon Musk in Tesla è iniziata: giovedì l’assemblea degli azionisti dell’azienda voterà il contestato pacchetto retributivo da mille miliardi di dollari per il suo Ad. E un azionista di rilievo ha già detto che si schiererà contro il maxi-stipendio. Si tratta del più grande fondo sovrano del mondo, ovvero il fondo petrolifero norvegese da 2.100 miliardi di dollari, che ha l’1,1% di Tesla ed è nella top 10 degli azionisti.

Il fondo riconosce il ruolo importante di Musk, ma un trilione di dollari (che sarebbe comunque legato ai risultati operativi e finanziari di Tesla) sarebbe troppo anche per lui.

“Siamo preoccupati per la dimensione complessiva dell’accordo, la diluizione e la mancanza di mitigazione del rischio legato a una figura chiave”. Secondo il fondo, queste valutazioni sono “in linea con le nostre opinioni sulla remunerazione dei dirigenti”.

Il difficile rapporto tra fondo norvegese ed Elon Musk

Il fondo ha una lunga storia di scontri con il capo di Tesla. Infatti, non è la prima volta che si oppone ai maxi-stipendi di Musk: tempo fa aveva già votato contro quello da 56 mld di dollari, che allora era il più grande pacchetto retributivo nella storia Usa.

Non fu abbastanza per convincere l’assemblea: l’accordo fu approvato dagli azionisti a giugno, poi respinto da un tribunale del Delaware.

Poco dopo, Musk si rifiutò di andare a una cena organizzata da Nicolai Tangen, amministratore delegato del fondo. “Quando ti chiedo un favore — cosa che faccio molto di rado — e tu rifiuti, allora non dovresti chiedermene uno. Gli amici si giudicano dai fatti”, ha scritto Musk a Tangen in un messaggio di testo rivelato dal fondo dopo una richiesta di accesso agli atti. Lo stessò Tangen informò Musk che, in qualità di capo del fondo sovrano del suo Paese, i suoi messaggi di testo erano “automaticamente di dominio pubblico”.

In questo caso il fondo si è mosso leggermente in ritardo, fa notare il Financial Times: di solito rende note le intenzioni di voto cinque giorni prima delle assemblee, mentre a quella di Tesla mancano solo due giorni.

Elon Musk via da Tesla?

Un’eventuale bocciatura da parte dell’assemblea potrebbe provocare un terremoto. Musk ha minacciato di lasciare l’azienda in caso di mancata approvazione del pacchetto retributivo – una minaccia importante per gli azionisti, considerando che provocherebbe una forte svalutazione delle azioni.

Il che non sarebbe però una buona notizia neanche per Musk, considerando che al valore di Tesla è strettamente legato il suo patrimonio.

Anche la presidente di Tesla Robyn Denholm ritiene l’approvazione essenziale per la permanenza del Ceo.

Due società di consulenza per gli azionisti, Glass Lewis e ISS, oltre a un gruppo di fondi, hanno raccomandato agli investitori di respingere il nuovo pacchetto da 1.000 miliardi di dollari. Musk ha definito ISS e Glass Lewis “terroristi” del mondo aziendale.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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