Borse in calo, perche la fine dello shutdown non basta

Piazza Affari a Milano

Perché le Borse non si rialzano dopo la fine dello shutdown negli Stati Uniti, attesa con trepidazione da settimane? La risposta ha a che fare, ancora una volta, con l’AI, ma non solo: pesano le possibili decisioni della Fed, su cui c’è molta incertezza, e la mancanza di dati macroeconomici.

L’ultima seduta della settimana è negativa per i listini europei, con Ftse Mib lontano dai picchi dei giorni scorsi e numeri sottotono per tutte le altre, da Parigi a Francoforte, da Madrid ad Amsterdam e Londra.

Dopo che il presidente Donald Trump ha firmato per porre fine allo shutdown record di 43 giorni il Governo Usa ha iniziato a ‘riaprire’.

Ma la Casa Bianca ha suggerito che i dati sull’inflazione e sull’occupazione saltati durante lo shutdown potrebbero andare persi definitivamente, a poche settimane da una nuova decisione della Federal Reserve sui tagli dei tassi di dicembre. Che potrebbero non arrivare, secondo quanto dichiarato da alcuni componenti della Fed.

Le probabilità di un taglio sono da testa o croce: sono scese al 50,4% dal 94% di un mese fa.

E il problema sono proprio i dati. Secondo Gabriel Debach, market analyst di eToro, la fine dello shutdown americano doveva chiudere “una delle pagine più surreali dell’autunno (sebbene l’accordo sia solo una tregua e non una pace). Ma quella che doveva essere una soluzione è diventata la nuova fonte di incertezza. Perché la sospensione dei dati economici ha lasciato la Fed senza visibilità, in un contesto dove il mercato del lavoro già mostrava segnali di raffreddamento. La metafora è semplice: la banca centrale è su un’autostrada di tagli, ma nella nebbia dei dati non accelera. Rallenta. Il problema è capire se rallenterà soltanto o se si fermerà del tutto”.

Intanto il pericolo bolla si fa ancora sentire. Un dato tecnico che è utile ricordare, secondo Debach: 158 titoli dell’S&P 500 scambiano a più del 20% dai massimi delle ultime 52 settimane. “Da Meta (-23%) a Oracle (-37%), la dispersione interna cresce. Non è crisi, ma diciamo sfiducia selettiva”. Ma rendimenti in salita, oro in calo, petrolio in rialzo sono il quadro non “di un panic sell, ma di una correzione da valutazione. La forza dei settori difensivi e quality, unita al rialzo del VIX, mostra un mercato che non fugge ma che si riorganizza”.

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Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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