Donald Trump ha accolto Mohammed bin Salman con una cerimonia riservata ai capi di Stato, scegliendo il portico sud della Casa Bianca come ingresso formale. Il principe saudita è stato ricevuto da picchetti militari e cavalli, in una coreografia pensata per sottolineare il peso strategico del rapporto con Riad. Sopra Washington, una formazione di caccia F-35 ha sorvolato l’area in volo a V, richiamando l’accordo che l’amministrazione intende chiudere con l’Arabia Saudita. La vendita richiederà comunque il via libera del Congresso, ma la Casa Bianca ha scelto di mostrarne il valore simbolico fin dal primo momento della visita. I due Paesi hanno firmato una serie di accordi sull‘energia nucleare civile e sulla Difesa.Durante la cena di gala in onore di bin Salman – a cui erano presenti anche Cristiano Ronaldo ed Elon Musk – il presidente Usa ha annunciato l’intenzione di riconoscere l’Arabia Saudita come “maggior alleato” degli Stati Uniti al di fuori della Nato.
Trump elogia MBS e rilancia gli investimenti sauditi negli Usa
Durante l’incontro nello Studio Ovale, Trump ha definito bin Salman “un mio grande amico” e “un uomo molto rispettato”, ribadendo la volontà di rafforzare il rapporto personale con il leader saudita. Il presidente ha anche lodato il suo impegno sui diritti umani, un giudizio che contrasta con le analisi delle principali organizzazioni. Al centro del dialogo è finito soprattutto il capitolo economico, con Trump che ha parlato di investimenti per almeno 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti. Il principe ha confermato la prospettiva, sostenendo che la cifra potrebbe salire fino a 1.000 miliardi. L’intesa economica è stata presentata come uno dei pilastri dell’asse Washington-Riad. La Casa Bianca punta a mostrare un impatto diretto sull’economia americana, mentre il regno saudita cerca maggiore stabilità geopolitica.
Scontro sul caso Khashoggi: Trump attacca la stampa, MBS parla di “errore enorme”
Il momento più teso della giornata è arrivato durante il confronto con i media, quando una giornalista di Abc ha chiesto chiarimenti sul caso Khashoggi e sui rapporti economici tra la Trump Organization e l’Arabia Saudita. La domanda ha irritato subito il presidente, che ha interrotto la reporter accusandola di voler mettere in difficoltà il suo ospite. L’attacco si inserisce in un clima già segnato da tensioni con il mondo della comunicazione. Nelle ore precedenti, Trump aveva criticato altri giornalisti e suggerito perfino di revocare ad Abc la licenza. La sua reazione segue un modello consolidato, spesso rivolto a reporter donne e caratterizzato da attacchi personali. Pressato sulla vicenda, bin Salman ha mantenuto un tono prudente e ha definito il caso “doloroso” e “un errore enorme”. Ha ribadito che l’omicidio non era autorizzato e che il regno avrebbe adottato misure per impedirne la ripetizione.
Accordi di Abramo: la posizione saudita resta legata alla soluzione a due Stati
Sul fronte della politica mediorientale, bin Salman ha indicato che l’Arabia Saudita è pronta a unirsi agli Accordi di Abramo, ma solo a una condizione precisa. Secondo il principe, la normalizzazione dei rapporti con Israele deve essere accompagnata da una soluzione a due Stati credibile. La posizione saudita punta a mantenere un equilibrio tra apertura diplomatica e pressioni del mondo arabo. Questo approccio riflette anche la necessità di preservare il ruolo di Riad come potenza guida nella regione. La Casa Bianca vede l’ingresso saudita come un possibile tassello decisivo per la stabilità mediorientale. Tuttavia, la situazione politica in Israele rende difficile immaginare progressi rapidi. La posizione di bin Salman segnala che il negoziato resta aperto ma lontano da una conclusione.
Epstein files: il voto del Congresso aumenta la pressione su Trump
Lo scontro con la stampa si è verificato in un momento particolarmente delicato per il presidente. Poche ore dopo il confronto nello Studio Ovale, la Camera dei rappresentanti ha approvato la pubblicazione degli Epstein files. Trump aveva inizialmente osteggiato il provvedimento, ma ha cambiato linea quando è diventato evidente che il Congresso avrebbe proceduto comunque. Il presidente è finito così al centro di nuove critiche, alimentate dalla percezione che volesse ritardare la diffusione dei documenti. La tensione con i media si è intensificata mentre cresce la pressione politica su questo dossier.
Washington e Riad: un asse strategico rafforzato da F-35 e mega-investimenti
La visita del principe saudita ha confermato la volontà dell’amministrazione di consolidare il legame strategico con l’Arabia Saudita. La Casa Bianca punta su cooperazione militare, investimenti economici e una maggiore integrazione regionale. Il sorvolo degli F-35 ha rappresentato un messaggio rivolto a diversi interlocutori, dagli alleati europei all’Iran. Anche le dichiarazioni di amicizia personale tra Trump e bin Salman sono parte di questa costruzione politica. Per gli Stati Uniti, il rapporto con Riad resta centrale per la sicurezza energetica e per il ruolo di Washington nello scacchiere globale. Per il regno saudita, l’intesa offre garanzie in un contesto geopolitico complesso. L’intera giornata ha mostrato un asse solido, nonostante le tensioni interne legate al caso Khashoggi e allo scontro tra presidente e stampa.

