Indipendenza, natalità e lavoro: la roadmap dell’UN Women Italy contro il gender gap

parità di genere

Indipendenza economica e finanziaria, infrastrutture sociali a sostegno della genitorialità e un cambiamento culturale profondo, ma anche prevenzione ed educazione all’affettività a scuola. Sono questi gli assi portanti del primo report del comitato scientifico di UN Women Italy, che presenta dieci proposte per accelerare il percorso verso la parità di genere e rilanciare la competitività del Paese. Nel documento trovano spazio anche la promozione delle carriere femminili nelle discipline Stem e il coinvolgimento degli uomini come attori chiave del cambiamento.

La presidente di UN Women Italy Darya Majidi spiega che “la piena integrazione delle donne nel sistema economico e sociale è il filo che tiene insieme crescita, innovazione e coesione democratica. Investire sulle donne significa investire sul futuro dell’Italia. Per questo è necessario e urgente mettere in campo politiche sistemiche e lungimiranti capaci di rimuovere le barriere strutturali e culturali che impediscono al Paese di prosperare”.

Le dieci proposte si impongono come piano operativo pensato per imprese, istituzioni e società civile: dalla promozione delle tecnologie inclusive alla certificazione di genere, fino a nuove misure fiscali e di welfare aziendale. L’obiettivo è chiaro: trasformare la parità in un motore economico, e non in una promessa incompiuta.

Il piano strategico

L’analisi parte da una fotografia poco incoraggiante. Nonostante alcuni progressi, l’Italia mantiene uno dei differenziali occupazionali più elevati in Europa. Nel primo trimestre 2025 il tasso di occupazione femminile si attesta al 53,7% contro il 71,2% maschile, con divari ancora più marcati nel Mezzogiorno. Sul piano internazionale, il Global Gender Gap report 2025 colloca l’Italia all’85° posto su 148 Paesi, evidenziando criticità soprattutto nella partecipazione economica, dove le donne percepiscono un reddito medio pari al 56,7% di quello maschile.

Il costo economico di questo divario è elevato: secondo varie stime, un aumento significativo dell’occupazione femminile potrebbe generare fino a 9 punti percentuali di Pil aggiuntivo nei prossimi vent’anni. Non sorprende quindi che il report presenti una roadmap precisa: portare il tasso di occupazione delle donne al 70%, in linea con gli obiettivi europei.

Il piano punta su politiche attive del lavoro, formazione professionale mirata e sostegno all’imprenditorialità femminile, insieme a una maggiore flessibilità organizzativa che permetta una reale conciliazione vita-lavoro. La partecipazione femminile nelle discipline Stem, oggi al 16,8%, viene indicata come leva strategica per la competitività industriale italiana.

Divario salariale e natalità: due nodi sistemici

Il report affronta in modo diretto anche il gender gap: nel settore privato il divario sfiora il 17%, e cresce ulteriormente in presenza di figli o carriere discontinue. Le raccomandazioni includono trasparenza salariale obbligatoria, certificazioni dedicate e percorsi di carriera più equi.

A questo si aggiunge il tema della crisi demografica: con un tasso di 1,18 figli per donna nel 2024, l’Italia registra il minimo storico dal 1995. UN Women Italy propone di incrementare la copertura degli asili nido al 50% entro cinque anni e di introdurre un congedo di paternità obbligatorio di tre mesi entro il 2028. Obiettivi che, secondo il comitato scientifico, non riguardano solo il benessere delle famiglie, ma la sostenibilità economica di lungo periodo.

L’Italia fanalino di coda in Europa

Il quadro resta critico: l’Italia ha uno dei tassi di occupazione femminile più bassi d’Europa, un’elevata incidenza di part-time involontario, servizi per l’infanzia insufficienti (media nazionale del 30%) e una scarsa presenza di donne nei settori tecnologici e scientifici. Sul piano culturale, la poca condivisione del lavoro di cura continua a penalizzare soprattutto le giovani madri, contribuendo al cosiddetto ‘motherhood penalty’. Il World Economic Forum stima che, ai ritmi attuali, ci vorranno oltre 120 anni per raggiungere la parità.

“Il report elaborato da UN Women Italy è solo il primo passo: ogni anno aggiorneremo la nostra analisi, formulando raccomandazioni e indicando le azioni utili a invertire la tendenza. Siamo mossi dalla convinzione che la parità di genere non sia solo una questione di giustizia sociale ma una leva strategica di sviluppo e benessere per il sistema Paese nel suo complesso”, spiega la consigliera di UN Women Italy Monica Cerutti, che ha coordinato il lavoro del comitato scientifico.

Poste Italiane Dic 25

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