Fabrizio Del Maffeo: “Axelera AI non è nata per fornire la sua tecnologia alla Difesa, ma il nuovo focus dell’Ue non può essere ignorato”.
Quando la stampa americana ha dato notizia del nuovo ruolo in Axelera AI di Alexis Crowell, super manager veterana di Intel (incaricata di far crescere il business della startup in Nord America) l’etichetta attaccata all’azienda lanciata solo quattro anni fa è sembrata un tantino esagerata: “Rivale di Nvidia” nel mercato dei chip per AI. Ma il Ceo non è rimasto particolarmente sorpreso. “L’ambizione di essere la risposta europea a Nvidia la devo avere. Devo pensare di poter competere con i grandi”. Fabrizio Del Maffeo racconta a Fortune Italia di ritenere plausibile un’Ipo tra 2027 e 2028, mentre punta a un miliardo di euro di ricavi in 5-6 anni.
Gli elementi per pensare che Axelera AI possa arrivarci ci sono. Sicuramente lo spera l’Europa, visto che è di fatto il nostro principale produttore di chip AI, nonostante abbia solo pochi anni di vita. Fondata nel 2021 nei Paesi Bassi, Axelera AI ha base in uno dei distretti industriali più importanti del continente, ad Eindhoven; lavora a pochi chilometri dal player tecnologico europeo per eccellenza, Asml, l’unica azienda al mondo che costruisce le (complicatissime) macchine che permettono la produzione di chip. Tra i vicini c’è anche Nxp, la maggiore azienda europea di semiconduttori in termini di capitalizzazione di mercato, insieme ad Asml, appunto, e la britannica Arm (oggi di Softbank).
La startup di Del Maffeo ha un cuore tricolore. Oltre al Ceo, gli italiani sono la comunità più numerosa in azienda, e il design delle schede (progettate specificatamente per utilizzi ‘edge’ e per l’inferenza AI) è curato dalle 15 persone (presto 20) che lavorano nella sede di Firenze. Tra gli investitori c’è Cdp, entrata nel 2023 con una partecipazione estesa nel 2024. E anche il Governo italiano crede nell’azienda: “Il loro sostegno è stato fondamentale”, dice Del Maffeo.
Intanto Axelera AI partecipa al progetto europeo più importante sui chip e sul supercalcolo: Dare – Digital Autonomy with RISC-V in Europe, con 240 mln di euro a disposizione e una rete di 38 partner in Europa. Tra questi, Axelera AI si occupa di uno dei tre ‘chiplet’ previsti per mettere a punto dei supercomputer totalmente Made in Europe, dedicato all’inferenza AI (la fase in cui i modelli di intelligenza artificiale fanno previsioni).
“L’architettura chiplet del progetto ‘Dare’ consente di connettere più chip e di scalarne le prestazioni. Si può usare per costruire data center con centinaia di schede, ma anche soluzioni singole. È lo stesso principio su cui si fonda Nvidia”, che però tende ormai a vendere sistemi completi e non singole schede, spiega Del Maffeo.
Il chiplet ha anche un nome, Titania, è attualmente nella fase di design e Axelera AI lo potrà vendere ai suoi clienti: permetterà di espandersi ancora di più nel mercato dell’edge computing, dove effettivamente già compete con i grandi. “Dobbiamo avere l’ambizione di essere la risposta europea a Nvidia. Hanno creato un monopolio e rivoluzionato il computing, ma non dobbiamo temerli: esistiamo per offrire un’alternativa valida. Le nostre soluzioni garantiscono alte prestazioni con una frazione del costo e dei consumi energetici. Lo dimostrano i risultati dei nostri oltre 300 clienti”.
Per Del Maffeo portare l’AI nei dispositivi (il concetto di edge, appunto) è fondamentale. “È impensabile concentrare tutto in gigafactory enormi: si accentra il rischio e si limita la scalabilità. Ogni tecnologia, quando matura, tende a decentralizzarsi: è successo con i trasporti, con l’energia, e accadrà anche con il computing. L’AI girerà ovunque: nel telefono, nell’auto, nel sistema di sorveglianza o nel server aziendale. Probabilmente il 90% dei carichi AI sarà gestito in prossimità dell’utente”.
Per il progetto Dare Axelera AI ha ottenuto un finanziamento da 61 mln di euro, parte di una raccolta fondi da 200 mln alla quale si potrebbe aggiungere presto un altro round da 150, sul quale Del Maffeo si limita a dire che “c’è molto interesse da parte degli investitori in aziende come la nostra”. Conferma però che l’innesco per il nuovo round sarà la partecipazione dell’Ue tramite il programma Step-Up dell’Eic (European innovation council) che fornirà investimenti compresi tra 10 e 30 mln di euro.
“L’Europa ha già fatto molto, ma il passo successivo dev’essere che governi e aziende Ue acquistino tecnologia perché è buona, non solo perché è europea”, dice Del Maffeo. Axelera AI è anche sempre più americana: oltre ai nuovi manager, due membri del board su cinque sono Usa, mentre le aspirazioni sono simili a quelle dei vicini di casa di Asml: “Si può diventare grandi solo se si punta a una dimensione global”, dice Del Maffeo. L’America resta “un mercato chiave: se vinci lì, vinci nel mondo. Allo stesso tempo il nostro cuore resta in Europa, perché è da qui che vogliamo sfidare i colossi americani e cinesi”. Non è un caso se l’ultimo prodotto, un’unità di elaborazione per AI, si chiama Europa.
Il focus sulla Difesa
Axelera AI non è nata per fornire la sua tecnologia alla Difesa, spiega il Ceo, ma il nuovo focus europeo (che per il ‘muro di droni’ annunciato da Ursula von der Leyen, per fare un esempio, avrà bisogno di tanti chip) non può essere ignorato. Quando all’inizio della storia di Axelera AI arrivavano le prime richieste da attori della Difesa “la nostra reazione era un po’ di rifiuto, non eravamo interessati a quel settore”. Ma il mondo è decisamente cambiato dal 2021, dice il Ceo. La Difesa rappresenterà una parte importante del business, ma non per ragioni opportunistiche, secondo Del Maffeo. È una questione strategica ed etica: “Se la nostra tecnologia può aiutare a proteggere vite umane, se può proteggere la vita dei miei figli, voglio metterla a disposizione dell’Europa”, che si tratti di chip per satelliti, droni, velivoli, o mezzi tradizionali. “Siamo già coinvolti in collaborazioni con Thales e altri partner del settore. Il nostro è un approccio dual use: non sviluppiamo tecnologie militari dedicate, e analizziamo caso per caso come vengono impiegate. Vogliamo sapere per cosa verrà usata la nostra tecnologia”.
Per Axelera AI “un’Ipo tra il 2027 e il 2028 è un’ipotesi realistica”, dice Del Maffeo, che non si pone limiti. “Perché non devo avere l’obiettivo di conquistare il 3-5 % del mercato globale dell’AI?”. Un certo grado di indipendenza sarà fondamentale: l’Ipo non è un traguardo, “ma un punto di partenza”, mentre l’azienda insegue la redditività a ritmi più veloci del normale. Le imprese Deep Tech in Europa impiegano in media sette anni per raggiungere un milione di ricavi e ancora di più per arrivare a dieci. “Noi siamo in anticipo. Generiamo fatturato e abbiamo 300 clienti, ma il profitto non è l’obiettivo immediato. Nei prossimi anni vogliamo arrivare a centinaia di milioni di ricavi. Potenzialmente in 5-6 anni potremmo arrivare a un miliardo”.
Axelera accelera
L’azienda di Del Maffeo sta facendo quello che ogni Ceo di startup vorrebbe: accelerare la raccolta fondi (con lo zampino dell’Europa)
Aprile 2025
Axelera AI è stata scelta come uno dei primi beneficiari del programma di investimento EIC Step-Up. Con un investimento europeo che va dai 10 ai 30 mln, potrebbe essere innescato un round da più di 150 mln, che forse verrà annunciato entro la fine del 2025.
Marzo 2025
Axelera AI riceve fino a 61,6 mln di euro nell’ambito del progetto EuroHPC DARE per la progettazione di supercomputer europei e annuncia il chiplet Titania.
Giugno 2024
Axelera AI raccoglie 68 mln di dollari di finanziamenti di serie B. Tra gli investitori c’è Samsung ma anche l’Ue, secondo cui la startup sta lavorando “per garantire il posto dell’Europa nella rivoluzione dell’AI, eliminare la dipendenza dai chip stranieri e costruire un’industria competitiva e sovrana”.
Settembre 2023
Annunciata la consegna della piattaforma Metis AI ai primi clienti.
Maggio 2023
Si aggiungono gli ultimi investitori del round di serie A annunciato sei mesi prima, portando l’importo totale raccolto a 50 mln di dollari. Tra i nuovi investitori c’è Cdp Venture Capital.
Giugno 2021
Bitfury AI, guidata da Fabrizio Del Maffeo, si unisce a un team di ricercatori provenienti da Ibm Zurigo e da Eth Zurigo, imec, Qualcomm e Google. Axelera AI viene finanziata da Bitfury Group, imec, imec.xpand e gli olandesi di Innovation Industries, che rimarranno tra i principali investitori anche negli anni successivi.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di ottobre 2025 (numero 9, anno 8)
