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Dl Transizione 5.0, arriva il via libera dal Senato

senato dl transizione

Il Senato ha approvato il Dl Transizione 5.0 con 88 voti a favore, 58 contrari e un astenuto. Ora il testo verrà trasmesso alla Camera dei Deputati per la conversione in legge che dovrà avvenire entro il 20 gennaio.

Il Decreto legge è composto da tre articoli che disciplinano l’accesso al credito d’imposta per le imprese e il quadro normativo per l’individuazione di aree idonee per installare impianti da fonti rinnovabili. In più, l’Aula ha dato l’ok alla modifica sul golden power: ovvero da ora per le operazioni nel settore finanziario, inclusi quelli creditizi e assicurativi, questo potere può essere esercitato solo dopo che si siano espresse le autorità europee competenti in materia. Questo emendamento, proposto dal Governo e già approvato in Commissione Ambiente, è arrivato dopo i rilievi dell’Ue per la vicenda Unicredit-Banco BPM.

Per Transizione 5.0 i fondi ammontano a 2,75 mld

Il piano si inserisce all’interno della Legge di Bilancio 2026 che ha assegnato a queste misure una dotazione significativa: circa 2,75 miliardi di euro tra risorse Pnrr e fondi nazionali, pensati per supportare una vasta platea di imprese, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni. Grazie a questi stanziamenti, il Governo intende garantire che molte realtà produttive possano accedere ai nuovi incentivi, evitando che i progetti restino solo su carta.

Il cuore del piano quindi è il meccanismo del credito d’imposta: un incentivo fiscale che permette alle aziende di recuperare parte degli investimenti effettuati in beni materiali e immateriali che favoriscono la transizione digitale e verde. L’obiettivo è incentivare l’adozione di tecnologie avanzate, come l’automazione, l’intelligenza artificiale, e sistemi di efficientamento energetico, che consentano di ridurre i consumi e le emissioni.

Sigismondi (FdI): “Il Dl abbatte la burocrazia e sostiene le imprese”

Il relatore del testo, Etelwardo Sigismondi, Senatore di Fratelli d’Italia, durante il suo intervento in aula ha dichiarato che “il decreto in questione è particolarmente importante, sostiene le imprese che investono in processi produttivi che garantiscono risparmio energetico, dà certezze sulle aree idonee, che investe sulle rinnovabili e prevede semplificazioni per abbattere la burocrazia e investire sul rispetto dell’ambiente”.

L’opposizione contesta il piano

Secondo il Senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto, intervenuto durante la discussione generale, “Transizione 5.0 è un fiasco clamoroso. Una operazione scritta in modo sciatto, dilettantistico, che ha provocato enormi problemi burocratici alle imprese. Sarebbe bastato copiare Industria 4.0 del governo Renzi”.

“Ambizioso nel titolo, lo è molto meno nei contenuti e, soprattutto, nella capacità di incidere davvero sulle trasformazioni profonde di cui l’Italia ha bisogno”, ha dichiarato il Senatore e tesoriere nazionale del Pd, Michele Fina.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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