Il paradosso del Giubileo: più visitatori ma meno incassi per hotel e affitti brevi a Roma. Il commento di Federico Fenzi

Federico Fenzi, esperto del settore immobiliare e turistico riflette sui risultati del Giubileo a Roma.

Il Giubileo 2025 non ha generato il boom economico sperato dal settore ricettivo romano. Nei primi mesi dell’anno, l’occupazione media degli hotel nella Capitale è diminuita del 3-4% rispetto al 2024, contraddicendo le aspettative di un incremento significativo delle prenotazioni. Un dato che ha colto di sorpresa molti operatori del settore, ma non chi conosce da vicino le dinamiche del turismo religioso.

Secondo Federico Fenzi, esperto del settore immobiliare turistico con esperienza familiare che abbraccia tre Giubilei “mio padre, che di Giubilei ne ha fatti tre, nel suo lavoro mi ha sempre detto che nel Giubileo tutti entrano nel mercato perché pensano di guadagnare ma in realtà è un’illusione dal nostro punto di vista”.

Una previsione che si è rivelata accurata, considerando che molti operatori hanno investito ingenti capitali aspettandosi ritorni che non si sono materializzati.

Il fenomeno trova spiegazione nella natura stessa dell’evento religioso. “È un evento fatto per i pellegrini, quindi chiaramente porta tantissime persone ma non il nostro pubblico target”, spiega Fenzi. “Porta un tipo di turismo che non porta incassi dal nostro punto di vista”. I pellegrini, infatti, tendono a utilizzare strutture economiche come ostelli gestiti dalla Chiesa o sistemazioni di fortuna, occupando spazio urbano senza generare il volume d’affari tipico del turismo leisure.

I dati confermano questa tendenza: durante l’estate del 2025, Roma ha accolto 1,7 milioni di turisti, registrando un aumento dell’8,8% rispetto al 2024, ma questo incremento numerico non si è tradotto in benefici proporzionali per il settore ricettivo privato. “Occupano spazialmente la città di conseguenza riducono paradossalmente il posto per il turismo classico”, osserva l’esperto.

La situazione ha creato un effetto paradossale: più visitatori ma meno profitti. Molti imprenditori che hanno investito nel settore ricettivo in vista del Giubileo si sono trovati con strutture sottoutilizzate e investimenti non ammortizzati. “Molti si sono fatti male da questo punto di vista perché magari hanno comprato cose a cifre assurde e chiaramente non sono minimamente rientrati dell’investimento”, sottolinea Fenzi.

Il problema si inserisce in un contesto più ampio di professionalizzazione del settore degli affitti brevi. L’espansione tecnologica degli ultimi anni ha permesso a molti improvvisati di entrare nel mercato, spesso senza le competenze necessarie per gestire efficacemente le strutture ricettive. Questo ha portato a una saturazione del mercato con operatori non qualificati, aggravata dalle aspettative irrealistiche legate al Giubileo.

Nonostante le difficoltà, i turisti che hanno visitato Roma nel 2025 hanno comunque generato un volume d’affari considerevole, spendendo circa 17 miliardi di euro, con un indotto per la città stimato tra i 4 e 4,5 miliardi di euro. Tuttavia, questi benefici si sono concentrati principalmente in settori diversi da quello dell’ospitalità privata.

“Ogni Giubileo che c’è stato fa subire un’inflessione”, conclude Fenzi, evidenziando come questo pattern si ripeta ciclicamente.

La lezione per il futuro è chiara: gli eventi religiosi, pur portando grandi numeri di visitatori, non garantiscono automaticamente profitti per il settore ricettivo commerciale. Gli operatori dovrebbero valutare con maggiore cautela gli investimenti legati a questo tipo di eventi, considerando la specificità del target di riferimento.

La vicenda del Giubileo 2025 rappresenta un caso di studio importante per comprendere come eventi di grande richiamo non sempre si traducano in opportunità economiche per tutti i settori coinvolti, richiedendo analisi più approfondite delle dinamiche turistiche specifiche.

Poste Italiane Dic 25

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