Al momento il Gruppo Anta Sports, il gigantesco marchio cinese di abbigliamento sportivo, non ha in programma di presentare un’offerta di acquisizione per Puma, ma di fatto ha messo le mani sulla storica società tedesca: ha annunciato l’acquisto del 29,06% dell’azienda (che ora vola in Borsa) da Groupe Artémis per 1,5 miliardi di euro.
Mantenendosi sotto il 30%, per i cinesi non scatta l’obbligo di un’Opa totalitaria.
La società cinese diventa il maggiore azionista del produttore versando il corrispettivo alla famiglia Pinault che controlla la società di investimento e, tra le altre cose, il gigantesco Gruppo del lusso Kering. La transazione sarà conclusa entro il 2026 e finanziata da risorse liquide interne di Anta Sports.
Anta Sports Group possiede già marchi come Wilson e Salomon, e ha fatto sapere in un comunicato che Groupe Artémis “ha accettato condizionatamente la vendita di un totale di 43.014.760 azioni ordinarie”. Il corrispettivo è di 35 euro per azione, con un premio di circa il 60% rispetto alla quotazione di lunedì di Puma.
Le conseguenze in Borsa
Anta Sports ha confermato che l’acquisizione sarà interamente finanziata tramite risorse interne, a sottolineare la solidità finanziaria del gruppo e l’impegno negli investimenti strategici globali, e che valuterà le opportunità di approfondire ulteriormente la sua partnership con Groupe Artémis. Tuttavia, il gruppo ha sottolineato di non avere attualmente in programma di presentare un’offerta di acquisizione per Puma.
Puma aveva annunciato alla fine del 2025 il taglio di quasi mille posti di lavoro amministrativi entro il 2026. Oltre a risultati economici deludenti, recentemente ha anche sottoperformato in Borsa, ma dopo la mossa dei cinesi il titolo guadagna il 9%.
