A giugno per la prima volta da anni Giove e Venere si ‘baceranno’: un evento che a Elon Musk, per qualche motivo, piace molto. Per questo avrebbe proposto di far coincidere l’Offerta pubblica iniziale (Ipo) di SpaceX – forse la quotazione più grande della storia – con la congiunzione astrale e con il mese del suo compleanno, che cade il 28 giugno. Il ‘bacio’ tra i due pianeti avverrà tra 8 e 9 giugno.
A riportarlo è il Financial Times, che cita diverse persone informate sui fatti, e che ricorda come sulla quotazione siano state coinvolte Bank of America, Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Morgan Stanley.
Le cifre in ballo (provvisorie) sono stratosferiche: 50 mld di dollari di raccolta (21 in più rispetto al record fissato da Saudi Aramco nel 2019), e valutazione da 1.500 mld. Una raccolta da 50 mld è già un aggiornamento importante rispetto alle cifre riportate a fine 2025, che stimavano circa 30 mld di dollari.
Non sarebbe sulla prima coincidenza simbolica scelta da Musk per un’importante tappa societaria. Quando tra le polemiche dichiarò di voler portare Tesla al delisting per 420 dollari ad azione l’interpretazione fu un riferimento al 20 aprile, data celebrata da chi fuma marijuana e protagonista di meme e battute. Musk ha sofferto, a tratti, la presenza del suo produttore di veicoli elettrici in Borsa, e fino agli scorsi mesi per Space X sembrava improbabile una quotazione. Ma per realizzare i suoi piani l’uomo più ricco del mondo avrebbe cambiato idea.
Le tempistiche della quotazione di SpaceX
Anche in questo caso, come è stato Tesla, le intenzioni di Musk potrebbero non realizzarsi con le tempistiche volute.
Il Ft riporta come giugno sia forse troppo presto considerando che deve ancora essere depositata la documentazione necessaria presso la Sec, ma sempre secondo il il Cfo sta già parlando con gli attuali investitori per una Ipo a metà 2026: a Space X la quotazione servirebbe per trovare i fondi necessari per finanziare Starship, la navicella che permetterà di raggiungere Marte.
La visione di Musk
Nella ricetta del futuro di SpaceX ci saranno anche i data center spaziali collegati ai satelliti Starlink e naturalmente l’intelligenza artificiale: le capacità di alimentarla e il raggio di azione di Space X crescerebbero in contemporanea, con Space X che intanto ha investo 2 mld di dollari in xAI, l’azienda di Musk dedicata all’intelligenza artificiale (e la stessa cosa potrebbe fare Tesla. Lo stesso Musk ha parlato della possibilità di costruire fabbriche di satelliti sulla Luna. E poi di spedire i suoi robot umanoidi su Marte quando la colonizzazione sarà a portata di mano. Ogn pezzo dell’impero di Musk sembra tendere verso il Pianeta Rosso, ed è per questo che ora il sostegno del mercato sembra fondamentale: un cambio di rotta significativo per chi finora aveva tenuto i suoi sogni marziani lontani da Wall Street.

