Una delle domande più insolite che riceve lo staff dell’hotel Donna Camilla Savelli dai suoi clienti è quella relativa alle tre suore che ancora oggi è possibile incontrare nell’ex monastero barocco, oggi gioiellino della catena di residenze storiche di lusso VRetreats.
La risposta è semplice, e affascinante: da quando la struttura incastonata a Trastevere, sotto il Gianicolo, è stata trasformata in hotel (nel 2008, con ristrutturazioni anche negli anni recenti) la storia di chi la abitava da più di tre secoli non è finita. Nel 1642 la Duchessa Camilla Virginia Savelli incaricò Francesco Borromini di progettare un convento per le monache agostiniane, e ancora oggi una parte dell’ex monastero Santa Maria dei Sette Dolori, con chiesa adiacente, ospita le consorelle.

Oggi l’hotel, forte della sua storia, offre un’immersione completa nella Città Eterna, racconta Paolo Terrinoni, Ad di VOIhotels, il marchio legato ai resort per le vacanze, e di VRetreats, ovvero la collezione di hotel di lusso di Alpitour World. “Vogliamo che il cliente viva un’esperienza immersiva. È un modello di ospitalità culturale”, dice, raccontando il progetto VRetreats: trasformare dimore storiche in ambasciate della cultura italiana e punti di introduzione alla bellezza del territorio.
Una ricetta seguita anche da altri, soprattutto a Roma, dove gli hotel di lusso aprono uno dopo l’altro, e dove gli investimenti recenti sono entrati nell’ordine dei miliardi.
Con un fatturato che nel 2025 ha raggiunto i 218 mln di euro e previsioni di 238 mln per il 2026, VOIhotels (con VRetreats che “pesa” circa per una 70ina di milioni) è una delle realtà a più rapida crescita del colosso dei viaggi, e punta su clienti di fascia alta e autenticità dell’esperienza per competere con i giganti internazionali dell’hôtellerie. A Roma, come altrove: fanno parte della collezione anche Firenze, Venezia, Cervinia, Taormina, Matera, Ortigia (Siracusa) e la Costa Smeralda.
“VRetreats è una collezione di dimore storiche che abbiamo ristrutturato cercando di valorizzare identità e patrimonio culturale”, dice Terrinoni. Riuscire a creare questa collezione “è stato un mix tra pianificazione sulle città d’arte e opportunità che si sono create negli anni. L’altro elemento importante è stato legare le destinazioni turisticamente più mature (Venezia, Firenze, Roma) a destinazioni artisticamente altrettanto significative del Sud ma meno frequentate dai grandi circuiti, come Ortigia e Matera”.
Nella maggior parte dei casi, le ristrutturazioni hanno implicato la vigilanza delle Soprintendenze. “Ristrutturare ha spesso significato aprire cantieri all’interno di centri storici e con una normativa legittimamente molto rigida. Ci sono voluti 15-18 mesi per i lavori, in media”.
Come per l’ex monastero di Roma, anche Venezia era una residenza molto antica ma semi dismessa, racconta Terrinoni. La struttura di Firenze, invece, “era un vecchio albergo storico, un po’ stanco”, che però aveva il pregio di essere in una casa nobiliare al centro della città. “Tra il 2023 e il 2026 abbiamo investito circa 140 mln di euro, orientati prevalentemente alla realizzazione di nuovi impianti o alla ristrutturazione e al restyling di alberghi esistenti. Il post-Covid è stato senza dubbio un periodo di grande impulso e abbiamo potuto approfittare maggiormente di questo rimbalzo proprio perché nello stesso periodo siamo cresciuti in termini dimensionali e qualitativi, facendo investimenti di riqualificazione”.
Del resto, spiega l’Ad, “in molte di queste destinazioni ci confrontiamo con colossi internazionali. L’elemento identitario e una particolare attenzione al fattore umano dell’ospitalità, che è un tratto distintivo degli italiani, sono stati gli ingredienti su cui abbiamo fatto crescere la nostra realtà”.
Secondo lo studio “The italian luxury hospitality: time to elevate?” di Deloitte, gli investimenti nel settore luxury hotel crescono a ritmo sostenuto. Il 59% degli operatori e investitori internazionali identifica l’Italia come il mercato più attrattivo d’Europa nel triennio: sette operatori su dieci prevedono una crescita annuale del settore compresa tra il 6% e il 20%. Il motivo? Cultura e cucina, ovviamente. Non è un caso se l’esperienza del Donna Camilla Savelli ruota (anche) attorno al suo ristorante, il Contempo.

“Anche i nostri alberghi hanno avuto una crescita delle Adr (la tariffa giornaliera media, ndr) importante. Questa traiettoria l’hanno avuta tutti. Credo che oggi il mercato del lusso faccia circa il 20% del fatturato dell’ospitalità alberghiera in Italia e sia un trend positivo consolidato. Ovviamente non credo possiamo immaginare tassi di crescita annuali come quelli registrati negli ultimi anni; ci sarà un assestamento. Anche perché, penso solo a Roma, ci sono in attuazione tantissimi investimenti e nuove aperture di 5 stelle; una sfida importante, ma anche un’opportunità per la città”.
Per quanto riguarda lo sviluppo del progetto VRetreats, in pipeline ci sono strutture su “nuove città, laghi, la costiera, tratti di montagna di pregio, e altre destinazioni del Sud come Lecce e Palermo, per arricchire quest’idea di itinerario italiano. Per VRetreats siamo in fase conclusiva per alcuni contratti. Sono molto confidente, di avere a breve almeno un paio di nuove destinazioni da aggiungere alle nove attuali”.

