Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Dl Bollette, il pacchetto di misure urgenti per alleggerire i costi dell’energia elettrica e del gas per famiglie e imprese in un contesto di prezzi ancora elevati e di rallentamento della crescita economica.
Il decreto, che dovrebbe tradursi in una manovra da circa 5 miliardi di euro, è stato definito dal Governo come un intervento per ridurre effettivamente il peso delle bollette sui bilanci di consumatori e aziende, con un potenziale risparmio complessivo stimato nella stessa fascia di spesa. L’obiettivo principale della misura è quello di offrire uno sgravio a famiglie e imprese senza gravare sui conti pubblici. Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, l’ha definita un’iniziativa fondamentale per ridare slancio alla “competitività del nostro sistema industriale” soffocato dal “costo eccessivo delle bollette”.
Le misure
Il Dl Bollette prevede sconti e contributi alle bollette di luce e gas per le famiglie, con un contributo straordinario che potrebbe essere riconosciuto in forma di bonus o sconto sulle tariffe ai nuclei con redditi medio-bassi. Per quanto riguarda le imprese, saranno previste semplificazioni e incentivi mirati a ridurre la volatilità dei costi energetici e il peso degli oneri di sistema, anche attraverso una revisione della tassazione nel ciclo di produzione elettrica, con effetti attesi sui prezzi all’ingrosso e quindi sulle tariffe finali.
Nello specifico, il ‘contributo volontario’ – a cui, secondo le stime di Facile.it, avranno accesso 4 milioni di famiglie – destinato ai clienti domestici non titolari di bonus sociale con Isee annuale non superiore a 25.000 euro potrebbe tradursi in uno sconto annuale compreso tra i 50 e i 60 euro per una famiglia tipo. Salgono invece fino a 5 milioni le famiglie che, potenzialmente, possono accedere all’extra sconto di 90 euro previsto dal decreto per i percettori di bonus sociale. Per le imprese è al vaglio la riduzione della componente Asos tra gli oneri di sistema. Il beneficio potrebbe essere tutt’altro che trascurabile, considerando che ad oggi questa voce può arrivare a pesare anche il 18% della spesa energetica di un’azienda.
I nodi principali del Dl Bollette
I tecnici del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e di Palazzo Chigi hanno lavorato fino all’ultimo minuto per sciogliere alcuni dei nodi più complessi.
Tra questi, il principale riguardava la tassazione delle quote di emissione Ets applicate ai produttori di elettricità: la sua modifica potrebbe ridurre i prezzi dell’elettricità ma rischia di essere valutata come aiuto di Stato dalla Commissione Europea, con possibili contestazioni. Inoltre, il calo del prezzo dell’elettricità al quale punta il Decreto ridurrebbe i margini di profitto dei produttori che sono fortemente contrari.
In più, sono diversi gli osservatori che rimangono dubbiosi sulle effettive coperture economiche delle misure. La Lega, proprio per ovviare a questo problema, attraverso il segretario Matteo Salvini, ha chiesto un ulteriore contributo alla banche che “stanno facendo profitti incredibili grazie agli italiani e grazie al Governo”.
La reazione delle associazioni di categoria
Confindustria – secondo quanto riporta Ansa – si è spaccata sul Decreto bollette, fra le industrie energivore che lo sostengono, per avere corrente più a buon mercato, e le imprese energetiche che sono contrarie, perché vedrebbero ridurre i loro guadagni. Invece, le associazioni di categoria delle imprese piccole e piccolissime, come Confcommercio, lamentano poi che il provvedimento aiuti solo le grandi imprese, e non preveda nulla per loro.

