A gennaio 2026 sale il tasso di occupazione e scende di conseguenza quello dei disoccupati. L’aumento – segnala l’Istat – pari allo 0,3% (+80mila unità), coinvolge gli uomini, i dipendenti, gli autonomi e tutte le classi d’età, ad eccezione dei 15-24enni che risultano in diminuzione. Per quanto riguarda le donne i dati restano sostanzialmente invariati.
Il tasso di occupazione è quindi salito dello 0,2% e arriva al 62,6%. A gennaio il numero di occupati, pari a 24 milioni 181mila, è in crescita rispetto al mese precedente. L’aumento coinvolge sia i dipendenti – permanenti (16 milioni 455mila) e a termine (2 milioni 449mila) – sia gli autonomi (5 milioni 277mila).
L’occupazione aumenta anche rispetto a gennaio 2025 (+70mila occupati in un anno), per effetto della crescita dei dipendenti permanenti (+71mila) e degli autonomi (+195mila) a fronte del calo dei dipendenti a termine (-196mila).
Scende il tasso di disoccupazione e sale il numero degli inattivi
Nello stesso periodo, il numero delle persone in cerca di lavoro (-7,1%, pari a -99mila unità). Questo fenomeno riguarda gli uomini, le donne e tutte le classi d’età. Il tasso di disoccupazione scende al 5,1% (-0,4%) e quello giovanile al 18,9% (-1,9%).
La crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,3%, pari a +35mila unità) è sintesi dell’aumento tra le donne e della diminuzione tra gli uomini. Il numero di inattivi sale tra i 15-24enni, cala tra i 25-49enni e resta sostanzialmente stabile tra chi ha almeno 50 anni d’età. Il tasso di inattività sale al 33,9% (+0,1 punti).
Il dato anno su anno sull’occupazione
A gennaio 2026, il numero di occupati supera quello di gennaio 2025 dello 0,3% (+70mila unità); l’aumento riguarda le donne e chi ha almeno 50 anni, a fronte della diminuzione nelle altre classi d’età e di una sostanziale stabilità tra gli uomini. Il tasso di occupazione risulta invariato in confronto a un anno prima.
Rispetto a gennaio 2025, cala il numero di persone in cerca di lavoro (-22,7%, pari a -384mila unità) e cresce quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+2,6%, pari a +322mila unità).

