Guerra in Iran, le Borse europee aprono in forte calo e il petrolio sfonda i 100 dollari

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La guerra in Iran è entrata nella sua seconda settimana e gli effetti economici, a livello globale, sono sempre più tangibili. Inoltre, l’incertezza sulla durata del conflitto sta avendo un duro impatto sulle Borse europee che hanno avviato la giornata in forte calo: Piazza Affari perde il 2,49%, Francoforte il 2,6%, Parigi il 2,45% e Amsterdam l’1,73%.

Tra le più colpite sul Ftse Mib da questa nuova ondata di vendite azionarie sono le banche: UniCredit in calo del 4,01%, Mediobanca del 3,53% e Banco Bpm del 3,36%. Tra i titoli col segno positivo ci sono invece Nexi (+1,69%) e Lottomatica (+0,88%). Tiene anche Eni che, con il petrolio che ha sfondato il muro dei 100 dollari, guadagna lo 0,15%. Leonardo invece segnala una perdita minima dello 0,14%.

Prezzi dell’energia in rialzo

Prosegue la corsa dei prezzi dell’energia sui mercati internazionali, anche se l’intensità dei rialzi risulta inferiore rispetto ai massimi registrati durante la notte. Il future sul petrolio Wti con consegna ad aprile guadagna il 12,3% e si attesta a 102,08 dollari al barile, dopo aver raggiunto in precedenza un picco di 119,48 dollari. Andamento simile per il Brent con scadenza a maggio, che segna un incremento del 15,13% a 106,71 dollari, dopo aver toccato un massimo di 119,5 dollari. Sul mercato europeo del gas naturale, invece, il prezzo scambiato sulla piattaforma Ttf di Amsterdam sale del 14,2%, arrivando a 61 euro per megawattora.

A contenere parzialmente le vendite sui mercati azionari contribuiscono alcune indiscrezioni riportate dal Financial Times riguardo alla possibilità che i Paesi del G7 decidano di immettere sul mercato una parte delle proprie riserve strategiche di petrolio. Questa prospettiva ha contribuito a raffreddare, almeno in parte, la corsa dei prezzi dell’energia, che restano comunque in forte aumento ma si sono allontanati dai picchi raggiunti durante la notte.

Questa decisione potrebbe arrivare proprio per disinnescare il rischio di stagflazione legato allo shock energetico dovuto al conflitto in corso in Iran e in tutta la regione mediorientale.

Poste Italiane Dic 25

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