Per una crisi senza precedenti arriva una risposta senza precedenti. L’agenzia internazionale per l’energia ha proposto il maggiore svincolo delle riserve strategiche di petrolio della sua storia per arginare l’impennata dei prezzi che si è verificata dopo l’inizio del conflitto in Medio Oriente. I paesi membri dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (Iea) hanno concordato all’unanimità di rilasciare 400 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve di emergenza.
“I paesi membri dell’Aie hanno deciso all’unanimità di avviare il più grande rilascio di riserve petrolifere di emergenza nella storia della nostra agenzia”, ha annunciato mercoledì il Direttore Esecutivo dell’Aie, Fatih Birol.
Le intenzioni dell’agenzia erano state anticipate dal Wall Street Journal.
Questi 400 milioni di barili di petrolio sono più del doppio del precedente intervento record dell’agenzia all’inizio della guerra in Ucraina, quando rilasciò 182 milioni di barili di greggio, e sono stati ritenuti necessari a fronte delle conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz. Birol ha sottolineato che la cosa più importante per ripristinare la stabilità dei flussi di petrolio e gas “è la ripresa del transito attraverso lo Stretto di Hormuz”.
I paesi membri dell’Aie detengono attualmente oltre 1,2 miliardi di barili di scorte pubbliche di petrolio di emergenza, e altri 600 milioni di barili di scorte industriali.
L’idea è arrivata durante la riunione straordinaria di Parigi che si è tenuta ieri 10 marzo a Parigi. La decisione è stata annunciata proprio nelle ore in cui i leader del G7 discutono, in una video riunione presieduta da Emmanuel Macron, l’impatto della guerra.
Tra le conseguenze c’è proprio l’impennata oltre i 100 dollari al barile di inizio settimana. Oggi, sulla scia delle indiscrezioni relative all’Aie, inizialmente le quotazioni sono scese, per poi risalire nuovamente.
Sulla decisione dell’Iea sarebbe bastata l’obiezione di un Paese membro per ritardare la procedura, che comunque non è immediata: serviranno ulteriori discussioni su volumi e tempistiche, con l’Iea che sottoporrebbe ai Paesi membri e forse anche a quelli esterni come India e Cina gli scenari previsti.
Anche i ministri dell’energia del G7 avevano detto che quella del rilascio potrebbe essere una soluzione. “In linea di principio, sosteniamo l’attuazione di misure proattive per affrontare la situazione, compreso l’uso di riserve strategiche”.
Una fonte del G7 ha detto a Reuters che nessun paese ha affrontato una carenza fisica di greggio, per ora. Ma i prezzi in aumento rendono impossibile non prendere decisioni.

