Una guerra regionale con missili e droni nei cieli sconvolge lo spazio aereo del Medio Oriente. La chiusura dello Stretto di Hormuz fa impennare i prezzi del petrolio. Negli Stati Uniti, uno shutdown parziale lascia 50mila agenti TSA al lavoro senza stipendio da oltre un mese. Tutti questi fattori si sommano e costringono i viaggiatori a rivedere i propri piani, in uno scenario che ricorda le fasi più incerte della pandemia.
“È una situazione folle”, ha dichiarato Eric Napoli, Chief Legal Officer di AirHelp. “Eventi diversi in parti diverse del mondo si stanno sommando nello stesso momento”.
Negli ultimi mesi sempre più viaggiatori si rivolgono alla piattaforma per recuperare denaro perso a causa di cancellazioni e ritardi. Guerra, aumento dei costi del carburante, tensioni in Messico, assenze tra il personale pubblico e condizioni meteo avverse creano una combinazione che il settore non vedeva dai tempi del Covid-19. E torna la stessa domanda: quando finirà?
“La sensazione è simile a quella della pandemia”, ha spiegato Napoli. “Non sappiamo cosa sia appena successo. Non sappiamo cosa succederà. Non sappiamo se durerà settimane o mesi, né quanto cambierà il sistema”.
Spazio aereo bloccato e costi in aumento
La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran colpisce uno dei nodi centrali dell’aviazione globale. Le compagnie fermano o deviano i voli. I passeggeri con scalo a Dubai, Abu Dhabi o Doha restano senza soluzioni immediate.
“Economie come Qatar o Emirati hanno costruito il loro ruolo sui collegamenti tra Europa, Stati Uniti e Asia. Tutto questo ora si ferma”, ha detto Napoli. “Chi viaggia verso l’Asia affronta interruzioni pesanti e continue”.
Per chi resta bloccato nella regione le alternative sono limitate. Molti cercano soluzioni via terra per raggiungere aeroporti operativi nei Paesi vicini. “Le liste d’attesa sono lunghe e la situazione cambia di giorno in giorno”, ha spiegato. “Lo spazio aereo può chiudere all’improvviso”.
Intanto, con la guerra in Iran il costo del carburante cresce rapidamente. Il Brent supera i 115 dollari al barile dopo un aumento di oltre il 50% in un mese. Il carburante per aerei raggiunge in media 157 dollari al barile, quasi il doppio delle stime per il 2026. Questo impatto si riflette subito sui prezzi dei biglietti. “I biglietti aumenteranno in modo significativo”, ha detto Napoli. Chi aveva acquistato mesi fa a prezzi competitivi ora deve riprenotare con compagnie europee o americane a costi anche tripli, quando trova posto.
Il nodo sicurezza negli Stati Uniti
Negli aeroporti americani emerge un’altra criticità. Lo shutdown parziale del governo entra nel secondo mese e lascia migliaia di agenti TSA senza stipendio. Le assenze aumentano nei grandi hub come Atlanta, Houston e New York. In alcuni scali minori si valuta persino la chiusura.
“Vediamo file molto lunghe ai controlli di sicurezza e alle frontiere”, ha detto Napoli. “Viaggiare negli Stati Uniti diventa sempre più frustrante”.
I dati confermano il quadro. A febbraio 2026 alcuni grandi aeroporti registrano livelli di disservizio molto elevati: Fort Lauderdale supera il 61% di voli con problemi, Newark il 61%, Chicago O’Hare il 59%. Anche gli aeroporti più efficienti restano lontani da condizioni normali.
Turismo sotto pressione
Il contesto arriva in un momento delicato. I Mondiali di calcio del 2026 coinvolgeranno diverse città nordamericane, seguiti dalle Olimpiadi di Los Angeles 2028. Eventi che dovrebbero sostenere il turismo e l’economia, ma che ora si confrontano con un clima di incertezza.
“L’incertezza danneggia la fiducia dei consumatori e dei passeggeri”, ha osservato Napoli. “Se aumentano i timori su controlli, ritardi e prezzi elevati, molte persone potrebbero rinunciare a viaggiare negli Stati Uniti”.
Le conseguenze vanno oltre il settore aereo. “Non sarà un problema solo per gli eventi”, ha aggiunto. “Anche hotel, ristoranti e attività locali dipendono da questi flussi”.
Per ora è presto per stimare l’impatto complessivo. Le richieste di rimborso arrivano mesi dopo i disservizi. Il quadro resta instabile e difficile da prevedere. Anche chi lavora nel settore continua a muoversi con cautela, consapevole che lo scenario può cambiare rapidamente.
L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com

