Da Bezos a Zuckerberg, patrimoni miliardari in calo con la frenata dei mercati

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Se il calo dei mercati della scorsa settimana vi ha fatto preoccupare per i vostri investimenti, non siete i soli. Anche i super miliardari stanno registrando perdite rilevanti. Sei tra le dieci persone più ricche hanno perso tra 30 e 60 miliardi di dollari dall’inizio dell’anno, per un totale di oltre 255 miliardi.

Jeff Bezos ha perso 30,7 miliardi da gennaio. Mark Zuckerberg ha registrato un calo di 46,3 miliardi, secondo il Bloomberg Billionaire Index. La perdita più ampia riguarda Larry Ellison: -59,6 miliardi, con un patrimonio sceso a 188 miliardi, lontano dal picco di 400 miliardi raggiunto a settembre, quando aveva superato Elon Musk.

Mercati in calo e Big Tech sotto pressione

Le perdite seguono l’andamento dei mercati. Amazon cede quasi l’11% da inizio anno. Meta perde circa il 18%. Oracle scende di quasi il 30%. Tutti i titoli delle cosiddette “Magnificent Seven” – Alphabet, Apple, Tesla, Microsoft e Nvidia – registrano ribassi a doppia cifra rispetto ai massimi delle ultime 52 settimane.Alla base del calo ci sono più fattori. Le tensioni geopolitiche, incluso il conflitto con l’Iran, pesano sui mercati. Crescono anche i dubbi sulla sostenibilità del rally legato all’AI. La sola settimana scorsa ha spinto l’S&P 500 in calo del 3% e ha portato il Dow Jones in territorio di correzione.

Non tutti i miliardari sono in perdita. Elon Musk, Michael Dell e la famiglia Walton registrano una crescita del patrimonio. Il quadro resta disomogeneo anche ai livelli più alti.

Ricchezza record nonostante le perdite

Nonostante la volatilità, la ricchezza globale dei miliardari resta ai massimi. Nel 2025 ha raggiunto 18.300 miliardi di dollari, con un aumento del 16% in un anno, secondo Oxfam. Dal 2020 la crescita è dell’81%.

La concentrazione si accentua al vertice. I dieci americani più ricchi, in gran parte fondatori tech, hanno aumentato il proprio patrimonio di 698 miliardi tra novembre 2024 e novembre 2025.

Il divario si amplia

La dinamica riflette il legame tra grandi patrimoni e mercati finanziari. Lo 0,1% più ricco delle famiglie statunitensi detiene circa un quarto delle azioni. Il 50% più povero possiede appena l’1,1%.

Il divario incide anche sull’opinione pubblica. Nel 1998 il 45% degli americani sosteneva una redistribuzione della ricchezza. Nel 2022 la quota è salita al 52%, secondo Gallup.

Il dibattito sulla responsabilità

Non tutti condividono le critiche ai miliardari. Il rapper Jay-Z contesta l’idea di demonizzare la ricchezza senza intervenire sul sistema. “È quasi una scorciatoia. Si finisce per colpire un gruppo senza risolvere il problema di fondo”, ha dichiarato a GQ. Molti miliardari hanno aderito al Giving Pledge, con l’impegno a donare almeno il 50% della propria ricchezza. Tuttavia, una parte consistente dei patrimoni resta intatta e difficile da redistribuire in modo efficace.

Liz Baker, CEO di Greater Good Charities, sottolinea la complessità del processo. “Vorrei avere un miliardo da donare, ma gestire queste risorse è difficile, comporta una grande responsabilità”, ha spiegato. “Non basta dire: ecco un miliardo, risolvete il problema. È molto più complesso di così”.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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