Prezzo medio di benzina e gasolio in salita, nonostante la tregua Usa-Iran. Secondo gli ultimi dati relativi ai carburanti self-service dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit il prezzo medio lungo la rete stradale nazionale sale a 1,792 euro (da 1,789 ieri) al litro per la benzina e 2,184 (da 2,178) euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 1,829 euro al litro per la benzina (ieri 1,825 euro) e 2,203 euro al litro per il gasolio (ieri 2,191 euro).
L’Unione Nazionale Consumatori ha scritto che “i prezzi invece di scendere, anche oggi, come ieri, continuano imperterriti a salire. Ennesima dimostrazione di come si continui allegramente a speculare sulla pelle degli automobilisti. In Calabria si sfonda la soglia di 2,2 euro per il gasolio”.
E proprio oggi alcune compagnie – Eni, Q8, Ip, Tamoil e Api – sono state convocate al ministero delle Imprese dove verrà chiesto loro di adeguare i prezzi dopo la sospensione delle operazioni militari in Iran.
Il nodo carburanti dura dall’inizio del conflitto, che ha avuto un impatto drammatico sui prezzi energetici (e potrebbe averlo ancora, visti che i rischi di escalation sono tutt’altro che azzerati). Dopo il primo intervento del Governo sui prezi, la Gdf ha verificato che le violazioni sono state il 73% rispetto agli interventi effettuati tra seconda e quarta settimana di marzo. All’alntitrust sono in corso quasi 250 istruttorie sul tema.
Secondo Massimiliano Dona, il presidente dell’associazione dei consumatori, “I prezzi sarebbero dovuti scendere già ieri, visto che, dopo le dichiarazioni di Trump sulla tregua di due settimane, all’una di ieri notte il petrolio (Wti) era già sceso del 10% e alle 2 del 18%. Ieri poi il petrolio ha chiuso in picchiata a New York a 94,41 dollari, con le quotazioni che hanno perso oltre il 16,41%. Eppure nessuno, in media, ha ridotto i prezzi”.

