mobilità

Dallo spostamento fisico alla volatilità dei capitali: come il movimento globale ridefinisce i confini del potere e della cittadinanza.

Il termine ‘mobilità’ non è sempre noto nelle sue determinanti o conseguenze: per lo più solo osservato nelle sue pur complesse manifestazioni. La mobilità sostanzia lo spostamento (fisico o virtuale) di un agente o ente: persone, tecnologia, informazioni, opinioni, consenso, capitali, idee si muovono. Velocità. volatilità e cambiamento sono impliciti: la cosa più mobile dell’universo è la luce (o i capitali che si trasferiscono istantaneamente?); la tecnologia favorisce la mobilità, la non mobilità e persino l’ubiquità perché separa la presenza dal movimento e diventa essa stessa mobile (dalla telefonia ai robot).

Nel lavoro la mobilità non è più solo reimpiego, ma soluzioni di impiego smart; in sociologia non è più solo ascensore sociale ma potere di influenza, aspettative e consenso; in economia non è più solo il trasferire fattori della produzione da un impiego ad un altro, ma inedite opportunità allocative. Le determinanti? Fondamentali le istituzioni: la liberalizzazione del trasferimento di persone, capitali e conoscenze ha generato globalizzazione della produzione, del commercio, del turismo, dell’educazione e della formazione; le guerre generano mobilità militare e migrazioni di persone e capitali; le diseguaglianze e l’underpricing generano fughe e poli di attrazione di risorse e talenti.

Determinante la tecnologia: la mobilità connessa ai trasporti, alla logistica e alla digitalizzazione: dai nomadi digitali alle piattaforme commerciali fino alla tecnologia del ‘remoto’ e dell’intelligenza artificiale che consentono da dovunque accesso ad ogni asset, perfino al quantum computing ‘as a service’. Non ultimi fattori demografici, fiscali, sanitari e climatici determinano nuove e variabili allocazioni.

Infine, le conseguenze: che mobilita sia strumento di libertà e di potere di realizzazione è indubbio. Che possa causare entropia, volatilità, instabilità e mismatching economico-sociale-finanziario non è da escludere: quali sono gli impatti sociali, culturali, di inclusione, di fiscalità, di welfare e politici quando la mobilità sradica i riferimenti di luogo di agenti ed enti? Quando genera mismatching tra luoghi della produzione del reddito, del suo consumo e della sua tassazione? Tra generazione della ricchezza e modalità del suo trasferimento (ad esempio attraverso token e criptovalute)?

Dal ‘voto con i piedi’ (causa di una nuova competizione tra giurisdizioni sul rapporto servizi/tasse) alla longevità concomitante con l’obsolescenza tecnologica delle persone (con una crescente pressione su spesa pubblica e fiscalità), quando persone e risorse non hanno un luogo di appartenenza ai loro comportamenti non è associabile una sola origine, una sola motivazione, una sola intenzione. Mobilità fa rima con nuove sovranità.

Giovanna Dossena è professoressa dell’Università degli Studi di Bergamo e Prinicpal di AVM Sgr.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di aprile 2026 (numero 3, anno 9)

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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