Nei prossimi anni in Italia si verificherà un passaggio di ricchezza intergenerazionale da migliaia di miliardi di euro. In un paese dove la ricchezza spetta quasi solo agli over 50, sarà uno spostamento di patrimoni epocale, che coinvolgerà anche le società e le tasche di chi le amministra. Secondo una ricerca firmata Politecnico di Milano e Pictet Wealth Management (Pictet WM, uno dei principali gestori patrimoniali indipendenti in Europa) nelle tasche delle famiglie coinvolte da vendite (di quote o di intere imprese) entreranno 346 mld di euro in quasi 4.000 operazioni entro il 2035.
I numeri sono quelli relativi ai ‘Liquidity event’, ovvero la cessione da parte della famiglia controllante di una parte del capitale azionario dell’azienda stessa ad un soggetto terzo, non riconducibile al nucleo familiare. Un evento che si intreccia fortemente con il tema del passaggio generazionale: i giovani eredi si trovano davanti al bivio. Continuare l’attività di famiglia oppure, come succederà migliaia di volte nei prossimi dieci anni, vendere?
Non è detto che in questo processo la famiglia esca di scena: gli imprenditori, dopo un importante evento di liquidità, possono restare in campo in vesti nuove (leggi: investitori) “riallocando le risorse in nuovi progetti e idee”, dice il report di Pictet, che ha un patrimonio gestito e amministrato che ammonta a 813 miliardi di euro.
“In questo processo di trasformazione del tessuto economico imprenditoriale – dice Alessandra Losito, Equity Partner, Country Head di Pictet Wealth Management in Italia – dove timonieri di imprese diventano investitori istituzionali e il passaggio di testimone richiede spesso un dialogo cooperativo e una coesistenza tra diverse generazioni, il Wealth Management ricopre un ruolo chiave nel favorire una gestione strategica dei flussi di ricchezza generati dai liquidity event, supportando gli imprenditori e i loro eredi in un’allocazione ottimale delle risorse”.
Lo studio a base di AI sulle imprese familiari
È la prima volta che lo studio (che Pictet e Polimi offrono dal 2023) presenta le stime future sui flussi di liquidity event di aziende familiari, e lo ha potuto fare utilizzando l’intelligenza artificiale per estrarre i risultati. L’analisi è su 68.000 imprese familiari italiane. Le variabili considerate dal modello predittivo adottato dalla ricerca includono fattori macroeconomici, dimensione d’impresa, indici di performance, analisi settoriale e composizione della governance.
Cosa è successo negli ultimi anni
Nell’ultimo biennio 2024-2025, invece, sono stati individuati rispettivamente 397 e 394 nuovi liquidity event, che si aggiungono ai 2.639 – già individuati nelle ricerche precedenti – nel decennio 2013-2023, per un totale di 3.430 deal negli ultimi 12 anni da cui si può stimare un controvalore complessivo delle operazioni (disclosed e undisclosed) pari a 362 mld di euro.
Secondo il report negli ultimi anni il valore medio delle operazioni disclosed si è attestato a 53,31 mln di euro nel 2024 e a 36,37 mln nel 2025, evidenziando una lieve riduzione della dimensione media nel secondo anno del biennio.
Cosa pesa sulle stime per i prossimi dieci anni
Sulle stime, per il 40%, incide il ciclo macroeconomico e la crescita del Pil, livello dei tassi di interesse e rendimento dell’indice di borsa. Tra le variabili aziendali, invece, la dimensione emerge come fattore chiave, con attivi e ricavi insieme che pesano per circa il 20%. Anche la governance gioca un ruolo non marginale con un contributo del 6,7%: l’eta avanzata del vertice aziendale può, ad esempio, suggerire una maggiore propensione ad un ricambio generazionale attraverso un liquidity event.

Questi numeri evidenziano, da un lato, “quanto le aziende familiari italiane rappresentino sempre più un bacino importante per il mercato dell’M&A in Italia, attirando investitori e capitali anche stranieri”, dice il report. “Dall’altro, gli eventi di liquidità e l’ingresso di investitori professionali svolgono un ruolo determinante nell’accompagnare le PMI nei processi di crescita, accesso al mercato dei capitali e incremento della propria competitività rispetto ai competitor esteri”.
Da questi numeri emerge come le imprese familiari italiane rappresentino sempre più un bacino rilevante per il mercato dell’M&A, attirando investitori e capitali anche internazionali e contribuendo a sostenere percorsi di crescita, internazionalizzazione e rafforzamento competitivo delle imprese. Da un lato, infatti, a seguito di un liquidity event l’azienda prosegue il proprio percorso con un nuovo azionista, perseguendo obiettivi di crescita dimensionale, internazionalizzazione o aggregazione con altre realtà del settore, generando effetti che si estendono a clienti, fornitori, dipendenti e territori che gravitano attorno all’azienda stessa. Dall’altro lato, per l’imprenditore fondatore o per la famiglia azionista, un liquidity event rappresenta un momento di creazione di liquidità particolarmente significativo, talvolta il più rilevante mai realizzato nel corso della propria storia imprenditoriale.
