Elon Musk ha avuto una prima giornata di testimonianza piuttosto movimentata nella causa contro OpenAI. Salito sul banco dei testimoni martedì pomeriggio in un tribunale federale di Oakland, l’uomo più ricco del mondo avrebbe dichiarato alla giuria composta da nove persone che l’intelligenza artificiale “potrebbe ucciderci tutti”, richiamando sia Terminator di James Cameron (esito negativo dell’AI) sia Star Trek (esito positivo).
Ha inoltre ricondotto l’intera storia di OpenAI a un singolo insulto che, a suo dire, il cofondatore di Google Larry Page gli avrebbe rivolto: “specista”.
Il processo, destinato a durare circa quattro settimane, ruota attorno alla causa intentata da Musk nel 2024, in cui accusa OpenAI di aver tradito la propria missione originaria di organizzazione no-profit “a beneficio di tutta l’umanità”. Musk cofondò il laboratorio nel 2015 insieme a Sam Altman, dopo settimane di discussioni sui rischi che l’AI finisse nelle mani di grandi corporazioni orientate al profitto, in particolare Google.
Tuttavia, già nel 2017 il gruppo si rese conto che lo sviluppo di un’AI avanzata avrebbe richiesto finanziamenti superiori a quelli ottenibili da una no-profit, e iniziò a valutare una struttura a scopo di lucro. Musk, che aveva donato almeno 38 milioni di dollari al laboratorio, aspirava a diventare CEO e ad avere il controllo di maggioranza, ma dopo uno scontro di potere con Altman sul ruolo, lasciò l’organizzazione nel 2018.
Musk chiede oltre 150 miliardi di dollari di risarcimento
Dopo il lancio di ChatGPT nel 2022, che ha trasformato OpenAI in una società dal valore stimato di circa 730 miliardi di dollari, Musk ha intentato causa, sostenendo che Altman e il presidente di OpenAI Greg Brockman abbiano “sottratto” un’organizzazione benefica. Chiede oltre 150 miliardi di dollari di risarcimento a OpenAI e Microsoft.
Gli avvocati di OpenAI raccontano però una versione diversa. Il legale principale William Savitt ha dichiarato alla giuria, nella sua arringa iniziale, che Musk avrebbe semplicemente perso una lotta di potere e ora covi “rancore”, soprattutto perché oggi guida un proprio laboratorio di IA a scopo di lucro, xAI. “I miei clienti hanno avuto l’audacia di andare avanti e avere successo senza di lui”, ha affermato Savitt. “Al signor Musk questo non è piaciuto.”
La versione di Musk sulla storia dell’AI
Durante la testimonianza, Musk ha riportato la giuria indietro di un decennio, quando lui e Altman cercavano di capire come tenere l’AI lontana “dai cattivi”.
Ha dichiarato che le sue preoccupazioni si sono concretizzate durante un incontro del 2015 con Larry Page, in cui il cofondatore di Google prevedeva che l’AI avrebbe portato a un’utopia. Musk temeva che Page non stesse prendendo sul serio i rischi e, secondo il suo racconto, Page lo accusò di essere uno “specista”, cioè qualcuno che favorisce gli esseri umani rispetto alle future forme di vita digitali. “Il motivo per cui esiste OpenAI è perché Larry Page mi ha chiamato ‘specista’”, ha detto Musk in tribunale.
Ha poi delineato una visione piuttosto binaria del futuro dell’AI, ispirata alla cultura pop: “Non vogliamo un esito alla ‘Terminator’”, ha spiegato. “Vogliamo uno scenario alla Gene Roddenberry, come ‘Star Trek’. Non tanto un film di James Cameron come ‘Terminator’.”
Musk ha anche parlato di Neuralink, la sua startup che sviluppa interfacce cervello-computer, descrivendone l’obiettivo come la “sicurezza dell’AI” attraverso una “simbiosi tra AI e umani”, e ha definito SpaceX una sorta di “assicurazione sulla vita per la vita come la conosciamo”.
Tuttavia, mentre in tribunale si presenta come un difensore della filantropia negli Stati Uniti, secondo documenti pubblici la sua fondazione, la Musk Foundation, non avrebbe distribuito il 5% degli asset richiesto per legge per quattro anni consecutivi. Alla giuria è stato chiesto di mettere da parte le proprie impressioni personali su Musk per giudicare il caso.
Musk tornerà a testimoniare mercoledì mattina, quando sarà sottoposto al controinterrogatorio da parte degli avvocati di OpenAI.
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.
