Linkerbot: la scommessa cinese sulle mani dei robot umanoidi

robot umanoide

In Cina la corsa ai robot umanoidi non si gioca più solo sui robot, ma anche sulle mani. E su chi riuscirà a replicare – meglio e prima degli altri – la parte più sottovalutata dell’intelligenza artificiale fisica: la destrezza umana.

È su questo terreno che Linkerbot, startup di Pechino già leader globale nelle mani robotiche ad alta articolazione, punta ora a una valutazione da 6 miliardi di dollari, il doppio rispetto al recente round da 3 miliardi. Lo riporta Reuters. L’azienda ha infatti completato la scorsa settimana un round di finanziamento ‘Series B+’, sostenuto da investitori di primo piano – tra cui Ant Group (Alibaba), HongShan Group (spin-off di Sequoia), il fondo statale Zhongguancun Science Park Fund, Bank of China Asset Management e Fosun Capital.

Il dominio nel mercato delle mani robotiche

Linkerbot sostiene di controllare oltre l’80% del mercato globale delle mani robotiche ad alto grado di libertà (DoF), un segmento considerato cruciale per lo sviluppo dei robot umanoidi di nuova generazione. L’azienda prevede inoltre di aumentare rapidamente la capacità produttiva, passando dalle attuali circa 5.000 unità al mese a 10.000 nel breve periodo, secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato Alex Zhou in un’intervista a Reuters.

L’interesse degli investitori per il settore è cresciuto sensibilmente nel 2026, trainato dai progressi dimostrati da aziende come Unitree Robotics, che ha attirato l’attenzione globale con esibizioni pubbliche e ha recentemente presentato domanda per una IPO a Shanghai con una valutazione potenziale fino a 7 miliardi di dollari. Il mercato cinese della robotica umanoide è oggi uno dei più dinamici al mondo, con diversi player impegnati nello sviluppo di sistemi sempre più avanzati e competitivi.

La strategia di Linkerbot: oltre il robot umanoide

A differenza di altri competitor, Linkerbot si concentra su una componente specifica ma strategica: la mano robotica. L’obiettivo, secondo il Ceo Zhou, non è solo replicare il movimento umano, ma “ricreare l’intero archivio delle abilità manuali umane” attraverso la piattaforma proprietaria LinkerSkillNet.

Il sistema raccoglie e standardizza dati relativi a oltre 500 abilità manuali, trasformandole in capacità replicabili dai robot. “Non stiamo semplicemente costruendo mani”, ha dichiarato. “Il nostro obiettivo è replicare l’intera gamma delle abilità umane all’interno dell’hardware”.

Le mani robotiche dell’azienda sono già in grado di eseguire operazioni di precisione come avvitare viti, manipolare oggetti deformabili e infilare aghi, trovando applicazione sia nell’industria sia nella ricerca accademica. Il modello O6, ad esempio, è in grado di sollevare fino a 50 kg pur pesando solo 370 grammi, una caratteristica che l’azienda considera decisiva per applicazioni industriali ad alta efficienza.

Il costo dei modelli

Uno dei principali ostacoli alla diffusione su larga scala dei robot umanoidi resta il costo, che per i modelli industriali attuali si aggira tra i 100.000 e i 150.000 dollari per unità, secondo gli analisti citati da Reuters.

Linkerbot sostiene però che il proprio approccio modulare – basato sull’integrazione delle mani robotiche in sistemi esistenti – possa accelerare l’adozione industriale. “Molti clienti montano semplicemente le nostre mani su bracci robotici già esistenti invece di acquistare un umanoide completo”, ha spiegato Zhou.

Poste Italiane Dic 25

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