“Assicurarsi che questa rivoluzione tecnologica non si trasformi in una crisi finanziaria”. È il monito lanciato dalla presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde durante il XIX Simposio Cotec Europa, ospitato a Venezia e dedicato al tema “Ripensare il lavoro nell’era dell’AI: Trasformazione, Opportunità e Governance”. L’appuntamento annuale ha riunito le Fondazioni Cotec di Italia, Spagna e Portogallo, con la partecipazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del re di Spagna Felipe VI, del presidente della Repubblica portoghese António José Seguro e della presidente di Cotec Italia Fabiola Gianotti.
Al centro del confronto, l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, sulla crescita economica e sulla tenuta delle democrazie europee. Un tema che, secondo gli organizzatori, impone a imprese e istituzioni di ripensare il rapporto tra capitale umano e tecnologie digitali, la formazione, i processi produttivi e, in ultima analisi, i rapporti sociali.
Lagarde: “L’Europa non può aspettare”
Nel suo intervento Lagarde ha messo in guardia dai rischi finanziari legati alla corsa globale all’intelligenza artificiale, ricordandoci che “la storia consiglia prudenza”. Secondo la presidente della BCE, l’adozione dell’AI sta già trasformando il settore finanziario: “Oggi quasi nove banche su dieci che supervisioniamo la usano già in qualche forma”. Una rivoluzione che offre vantaggi significativi nella valutazione del rischio e del credito, ma che può generare nuove vulnerabilità.
Particolare attenzione è stata dedicata ai rischi informatici. “Gli asset finanziari sono digitali, liquidi e trasferibili. Una violazione informatica di successo può spostare denaro reale in pochi secondi”, ha avvertito Lagarde, sottolineando come la resilienza agli attacchi basati sull’intelligenza artificiale debba diventare una priorità strategica.
Da qui il richiamo alla sovranità europea: “L’Europa non può aspettare. Dobbiamo adottare misure che sono già nelle nostre mani”. E “dobbiamo farlo il più velocemente possibile affinché i risparmi europei restino in Europa e siano investiti nell’innovazione che ci darà la sovranità di cui abbiamo bisogno”.
Mattarella e il rischio di nuove disuguaglianze
Il presidente della Repubblica ha invece concentrato il suo intervento sulle conseguenze sociali della trasformazione tecnologica. “Il processo indotto non comporta soltanto trasformazioni nel mercato del lavoro e delle professioni, ma pone il tema del possibile aumento delle disuguaglianze a livello nazionale e fra gli Stati”, ha affermato. Per Mattarella, “il divario tra chi dispone di queste risorse e chi rimane escluso potrà ampliarsi”, evidenziando anche il problema della concentrazione del potere tecnologico “nelle mani di pochissimi soggetti privati”.
Durante il suo intervento ha poi ribadito che il progresso tecnologico non va ostacolato, ma governato: “Per esaltarne gli immensi effetti positivi occorre saperla governare con il fine ultimo di tutelare la dignità delle persone, moltiplicare la consapevolezza e dunque la libertà dei cittadini”. Un passaggio particolarmente significativo riguarda il lavoro, che “resta una dimensione fondamentale dell’esperienza umana, non soltanto un mezzo di sostentamento, ma luogo di espressione, di relazioni e di contributo alla comunità”.
Interessante l’allarme sul deficit di competenze digitali: “Oggi il 99% della popolazione mondiale è un mero utilizzatore passivo delle nuove tecnologie”. Una condizione che, secondo il presidente, “va invertita con urgenza”.
Gianotti: “L’AI deve essere al servizio delle persone”
La presidente di Cotec Italia, Fabiola Gianotti, ha posto invece l’accento sulla necessità di una governance etica dell’innovazione. “La domanda non è se adottare o meno l’intelligenza artificiale, perché la risposta è ovvia, ma piuttosto come garantirne uno sviluppo e un utilizzo etico affinché questa tecnologia sia a servizio della persona e non solo del profitto, sia orientata al bene comune e contribuisca a migliorare la qualità della vita dell’intera umanità”.
Il principale valore aggiunto dell’Europa? Resta la cooperazione: “Le sinergie dei nostri Paesi e la nostra capacità di lavorare insieme”.
Il summit si è concluso con l’impegno delle tre fondazioni a sviluppare iniziative comuni su competenze, innovazione, governance dell’intelligenza artificiale e nuovi modelli organizzativi, nella convinzione che la sfida dell’AI non possa essere affrontata da nessun Paese da solo.
Cos’è il Simposio Cotec Europa
Il Simposio Cotec Europa rappresenta un momento di confronto annuale tra le Fondazioni Cotec di Italia, Spagna e Portogallo, impegnate nella promozione dell’innovazione tecnologica e della competitività. L’edizione 2026, a distanza di tre anni dall’ultima italiana, tenutasi a Palermo, è stata ospitata dalla Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, e ha riunito capi di Stato, rappresentanti delle istituzioni europee, imprese, università e mondo della ricerca per discutere le grandi trasformazioni economiche e sociali legate all’intelligenza artificiale.
