Festival di Uta, 37 anni di palcoscenico per giovani talenti: da qui sono passati i vincitori di Amici e The Voice. Il commento di Susanna Mallei

uta

In Italia si contano oltre 50 festival musicali estivi solo nel periodo giugno-settembre, eppure la stragrande maggioranza di questi eventi è costruita attorno a logiche commerciali che lasciano poco spazio ai talenti emergenti, soprattutto ai più giovani. Chi non ha agganci con le grandi produzioni televisive o discografiche rischia di restare invisibile, nonostante gli italiani ascoltino in media 21 ore di musica a settimana, un dato superiore alla media mondiale. In questo panorama saturo ma spesso impermeabile al merito puro, esiste una realtà che da 37 anni lavora in direzione opposta: il Festival musicale di Uta, in Sardegna, che dal 26 al 28 giugno 2026 è tornato con la sua 37a edizione. L’associazione Asu & Soul Voice, fondata nel 1998 da Susanna Mallei insieme alla sorella Maria Giovanna Mallei, cantautrice scomparsa nel 2006, ha formato gratuitamente oltre 680 ragazzi nel corso della sua storia.

“Maria Giovanna aveva studiato musica, scriveva testi e componeva, ma aveva messo il proprio sogno artistico nel cassetto per dedicarsi all’insegnamento ai bambini”, dichiara Susanna che, dopo la sua morte, ha trovato il CD della sorella scomparsa già inciso e ha deciso di portare avanti la missione attraverso il festival e un concorso dedicato. “Mia sorella ha insegnato a oltre 680 ragazzi gratuitamente. Il mio desiderio è che il suo nome venga conosciuto per tutto quello che ha fatto”, racconta Susanna Mallei.

Il festival non è un semplice concorso canoro. È un percorso educativo che parte dall’infanzia e accompagna i ragazzi fino all’età adulta. Tra gli ex allievi di Susanna Mallei figura un nome che il pubblico televisivo conosce bene: Angie, nativa di Uta e finalista di Amici 2026, che ha mosso i primi passi proprio nella scuola di Susanna, è inoltre vincitrice del Premio della Radio. Matteo Trullu, vincitore di ‘The Voice Kids Italy 2026‘, aveva vinto il Festival Internazionale della Sardegna a Uta nel 2024. Moreno Porcu, ballerino visto a ‘Ballando con le Stelle‘, fece la sua prima coreografia da bambino sul palco del festival.

La 37a edizione si è articolata su tre giorni e tre location diverse. Il 26 giugno è partito con una serata che ha incluso per la prima volta anche concorrenti online, per permettere la partecipazione a chi non può raggiungere fisicamente la Sardegna. Il 27 giugno il festival si è spostato al Teatro Lirico Carmen Melis di Cagliari, mentre il gran finale del 28 giugno si è tenuto in Piazza Santa Maria a Uta.

La manifestazione è stata presentata da Mariano Perria, con la madrina Adriana Marchese, fondatrice del festival rumeno Euro Music Vision di Bucarest, con cui il festival di Uta è gemellato. Nel corso degli anni il palco sardo ha ospitato giovani provenienti da Georgia, Ucraina e Romania, trasformando l’evento in un vero scambio culturale internazionale.

Tra i protagonisti di quest’anno ci sono stati artisti di ogni età: dalla piccola Ambra Cau, appena cinque anni, a cantanti come Marta Tronci, che torna ogni anno come ospite dopo aver vinto il premio Maria Giovanna Mallei. E poi Guendalina Anichini, Laura Pirrigheddu che vive a Lodi e reinterpreta canzoni italiane in gallurese, Sarah Cadeddu, Mattia Perra e il Mago Pirri.

La giuria internazionale include Nicola Pisu, Elisabetta Basciu, il Soprano Alessandra Atzori e la percussionista (nonché docente di percussioni) Sabrina Carta.

Durante il festival è stato assegnato anche il premio della Fondazione Mariele Ventre, legata allo Zecchino d’Oro, e un premio umanità dedicato a Gianluca Floris, con una borsa di studio per i piccoli cantanti lirici che si approcciano in questo campo. “Premiare gli insegnanti di canto per il lavoro svolto con i suoi alunni è per me motivo di orgoglio, gli insegnanti non vengono mai citati. Questo è il loro momento per valorizzarli per tutto la dedizione per il loro alunni”, sottolinea Mallei. Successivamente, il premio Gran Prix Maria Giovanna Mallei è stato vinto, ad ex equo, dalla romena Raluca Maria Oncica e dall’italiana Maria Pili. Al secondo posto si è qualificata la cubana Dina Elisabetta Mannazzu, mentre al terzo posto l’italiano Cristian Melis.

Ciò che distingue questa manifestazione dal panorama dei festival italiani è l’assenza totale di logiche commerciali. Non ci sono sponsorizzazioni, non ci sono filtri legati alla visibilità mediatica.

“Se non si dà l’opportunità neanche di nascere a un artista, a che cosa serve? Rimane rinchiuso in casa”, spiega Susanna Mallei.

I bambini vengono seguiti anche con il supporto di insegnanti del conservatorio e crescono all’interno di un percorso che include esibizioni gratuite in centri di recupero per tossicodipendenti e case di riposo. “William Piscedda, per esempio, a 10 anni fu invitato alla trasmissione di Loretta Goggi dopo aver cantato una canzone di Luca Barbarossa, ma prima di quel momento aveva già fatto decine di spettacoli gratuiti insieme agli altri bambini della scuola”, dichiara Susanna.

Il futuro del festival resta una questione aperta. Susanna Mallei, che ha portato avanti l’organizzazione quasi da sola per decenni, spera che qualcuno tra i suoi ex allievi raccolga il testimone. “La mia speranza è che qualcuno che abbia già cantato qui si faccia avanti e prenda le mie orme”, confida.

Suo figlio è cantautore ma fa musica diversa e non ha mai partecipato al festival. La collaborazione internazionale con Euro Music Vision e il supporto dell’addetta stampa Alessandra Atzori rappresentano però segnali di una struttura che si sta consolidando. In un mercato musicale italiano che nel solo mese di giugno 2026 conta 56 festival distribuiti su tutto il territorio nazionale, il festival di Uta resta un caso unico: un evento che non cerca il successo dei suoi organizzatori ma quello, autentico e non mediato, dei suoi piccoli artisti.

Poste Italiane Dic 25

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