Ad appena 24 ore dall’apertura della piattaforma, si è esaurita la dotazione di 60 milioni di euro per il credito d’imposta destinato a design e ideazione estetica. Lo fa sapere il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), comunicando che sono state presentate oltre 400 pratiche.
La misura è “destinata a sostenere creatività e capacità manifatturiera delle imprese”, si legge in una nota del Ministero e le richieste provengono prevalentemente “alle imprese della filiera della moda, alle quali la misura si rivolge in via prioritaria, ma interessano anche altri comparti del Made in Italy che fanno del design un fattore distintivo di competitività”.
Fino a 2 milioni di incentivi per impresa
La misura dispone di una dotazione di 60 milioni di euro per il 2026 e il credito d’imposta è pari al 10% delle spese ammissibili, fino a un tetto massimo di 2 milioni di euro per impresa. Sono diverse le tipologie di spese ammissibili, tra cui quelle per il personale direttamente impiegato presso le strutture produttive dell’impresa, per il personale Under 35 al primo impiego, ma anche consulenze specialistiche, materiali utilizzati per prototipi e campionari, oltre ai costi relativi ai beni impiegati nello sviluppo di nuovi prodotti.
Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, si tratta di “Un risultato straordinario, che conferma quanto questa misura risponda alle esigenze delle imprese”. Urso, inoltre, conferma che il Mimit è “al lavoro per reperire ulteriori risorse per ampliare la platea dei beneficiari”. Palazzo Piacentini fa sapere, inoltre, che lo sportello resterà aperto e le comunicazioni di prenotazione continueranno a essere acquisite secondo l’ordine cronologico di trasmissione ai fini del successivo scorrimento.
Il comparto della moda cresce a rilento ma traina l’economia nazionale
L’esaurimento delle risorse in meno di due giorni è lo specchio di un settore, quello della moda e del design, che continua a investire in innovazione e sviluppo prodotto nonostante il rallentamento del comparto. L’ultimo rapporto annuale di Confindustria Moda fotografa un comparto tessile-abbigliamento italiano che nel 2025 ha registrato 58,39 miliardi di euro di fatturato, il 2,4% in meno rispetto al 2024. Il settore conta inoltre 37.331 imprese e 372.200 addetti, numeri in diminuzione rispetto al 2022 ma che confermano il peso strategico della filiera per l’economia nazionale.
