Simona Fiorentini (Fiorentini Alimentari): “Il cibo oggi non è più qualcosa che gratifica e riempie, deve essere funzionale”

Simona Fiorentini (Fiorentini Alimentari)

Tra identità familiare e capacità di leggere il mercato, il percorso di Fiorentini Alimentari, una delle realtà italiane più riconoscibili del comparto food, ne abbiamo parlato con Simona Fiorentini..

Il settore alimentare è cambiato negli ultimi anni, spinto da una crescente attenzione verso salute, benessere e qualità degli ingredienti. In questo scenario, Fiorentini Alimentari è riuscita a costruire negli anni un’identità precisa nel mercato degli snack salutistici, mantenendo una forte continuità con la propria storia familiare ma adattandosi ai cambiamenti dei consumi e delle abitudini quotidiane. Alla base della crescita dell’azienda c’è stata una forte capacità di leggere in anticipo le tendenze del mercato, osservando direttamente clienti, distribuzione e consumatori. Un percorso iniziato sul campo, tra visite ai punti vendita e incontri con buyer della grande distribuzione. Abbiamo parlato con Simona Fiorentini, marketing e sales manager dell’azienda di innovazione, leadership, consumo consapevole e futuro del food italiano.

Come nasce il suo ingresso in azienda?

Al mio arrivo ho manifestato subito un forte interesse per l’area commerciale, perché mi piaceva il contatto con i clienti e volevo capire meglio il mercato. Ho chiesto di poter essere affiancata al direttore vendite e ho iniziato facendo molta gavetta sul campo.

Per anni ho girato tutta Italia visitando clienti, punti vendita e distributori. È stata una palestra importante perché mi ha permesso di vedere da vicino come funzionava il mercato, chi erano i nostri consumatori e come cambiavano le esigenze dei clienti.

All’inizio non è stato semplice, soprattutto perché i nostri prodotti non erano ancora così conosciuti e bisognava convincere i buyer della grande distribuzione a trattarli. Questo lavoro però mi ha dato una visione molto concreta del settore e mi ha insegnato ad ascoltare il mercato.

Quanto è stato importante studiare direttamente il comportamento dei consumatori?

Fondamentale. Andare nei punti vendita, parlare con i clienti e osservare i prodotti presenti sugli scaffali ci ha aiutato moltissimo a capire come si evolvevano le preferenze dei consumatori.

Cercavamo di essere molto ricettivi rispetto alle tendenze del momento, agli ingredienti più richiesti o ai claim che stavano diventando centrali nella comunicazione alimentare.

Nel food esistono prodotti che a un certo punto diventano ‘di tendenza’ e riuscire a intercettarli nel momento giusto può dare un vantaggio competitivo importante. Stando sul campo riuscivamo a percepire questi cambiamenti in anticipo.

Fiorentini è un’azienda familiare con una lunga tradizione. Come si riesce a innovare senza perdere identità?

L’innovazione è sempre stata parte del nostro Dna. Noi nasciamo come commercianti prima ancora che come produttori, quindi la curiosità verso il mercato e verso ciò che succedeva fuori dall’Italia è sempre stata molto forte.

La mia famiglia ha sempre viaggiato molto e questo ci ha permesso di vedere nuove tendenze e nuovi prodotti che poi cercavamo di introdurre anche nel nostro mercato, prima come distributori e poi come produttori. Per questo innovare non è mai stato vissuto come qualcosa che metteva in discussione la nostra identità. Al contrario, è sempre stato il motore della crescita dell’azienda.

Qual è stato il cambiamento più rilevante che avete osservato nei consumi alimentari degli ultimi anni?

Sicuramente la crescente attenzione agli ingredienti e alle etichette. Oggi il consumatore è molto più consapevole rispetto al passato. Faccio un esempio semplice: quando ero bambina io, la merendina industriale era normalissima. Oggi, da madre, cerco per i miei figli prodotti più bilanciati e più sani. Questo atteggiamento si è diffuso molto e ha cambiato profondamente il mercato.

Il cibo non è più visto soltanto come qualcosa che gratifica o riempie, ma anche come qualcosa di funzionale, che deve dare energia senza appesantire. Questo ha spinto le aziende a lavorare molto di più sulla qualità degli ingredienti e sulla pulizia delle etichette.

Quanto questi cambiamenti hanno inciso sulle vostre scelte strategiche?

Moltissimo. I nostri prodotti sono pensati soprattutto per persone attive e quindi abbiamo cercato di sviluppare formati e prodotti coerenti con questo stile di vita. Le monoporzioni rispondono bene all’esigenza di avere uno snack pratico e bilanciato durante la giornata. Allo stesso tempo, però, abbiamo imparato ad adattarci anche ai cambiamenti improvvisi del mercato.

Durante il Covid, per esempio, le persone erano chiuse in casa e cucinavano molto di più. In quel periodo abbiamo visto un forte calo dei consumi dei nostri prodotti, che erano più legati a una vita dinamica e fuori casa. Abbiamo quindi cercato di reagire proponendo formati più grandi e prodotti pensati per la condivisione familiare. La flessibilità è stata fondamentale per leggere rapidamente il cambiamento e adattare l’offerta alle nuove esigenze dei consumatori.

Essere una donna nel mondo industriale e aziendale è ancora una sfida?

Quando ho iniziato, più di vent’anni fa, il settore era molto diverso. Andavo agli appuntamenti con i clienti e nelle sale d’attesa ero quasi sempre l’unica donna. Era un ambiente molto maschile e spesso le conversazioni prima delle trattative ruotavano attorno al calcio o ad argomenti dai quali mi sentivo più distante. Oggi, però, il mercato alimentare è cambiato moltissimo ed è molto più femminile, soprattutto nei ruoli commerciali e marketing.

Personalmente, non mi sono mai sentita sminuita perché donna. All’inizio la difficoltà era soprattutto legata all’inesperienza. Con il tempo, acquisendo competenze e sicurezza, mi sono sentita sempre più ascoltata. Credo molto nella parità di genere, ma credo anche che siano le qualità delle persone a fare davvero la differenza.

Guardando al futuro, dove vuole portare Fiorentini nei prossimi anni?

Spero che Fiorentini continui a essere un punto di riferimento nel settore degli snack salutistici. Per noi la coerenza è sempre stata molto importante: non siamo mai stati un’azienda che cambia identità inseguendo semplicemente la moda del momento. Abbiamo sempre cercato di mantenere una linea chiara e credo che questa coerenza nel tempo abbia premiato.

Il sogno, oggi, è riuscire a fare all’estero quello che abbiamo costruito in Italia. Esportiamo già molto, ma soprattutto in private label. Mi piacerebbe vedere il nostro marchio riconosciuto anche fuori dai confini italiani. Sarebbe un traguardo molto importante.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di giugno 2026 (numero 5, anno 9)

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

Leggi anche

Ultima ora

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.