UniCredit, semestre record: utile a 6,37 mld e guidance 2026 oltre gli 11 mld

orcel unicredit

UniCredit archivia il secondo trimestre e il primo semestre del 2026 con i migliori risultati della sua storia e alza le previsioni per l’intero esercizio. Il Gruppo guidato da Andrea Orcel ha registrato una crescita dei ricavi, un ulteriore miglioramento dell’efficienza operativa e una redditività ai massimi, elementi che hanno spinto la banca ad aumentare la guidance sull’utile netto 2026 a ben oltre gli 11 miliardi di euro, pari a circa 11,5 miliardi al netto dei costi di integrazione.

Primo semestre ai massimi storici per UniCredit

Nel secondo trimestre UniCredit ha riportato un utile netto di 2,9 miliardi di euro, che sale a 3,1 miliardi escludendo una componente straordinaria legata all’investimento in Commerzbank. Nei primi sei mesi dell’anno l’utile netto ha raggiunto 6,37 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 24% su base rettificata, con un RoTE del 23,7%.

I ricavi del trimestre si sono attestati a 6,5 miliardi di euro, in aumento del 7% su base annua, mentre i ricavi core sono cresciuti del 6%, sostenuti dal rafforzamento dell’attività commerciale. Nel semestre i ricavi sono saliti del 5%, o dell’8% al netto della componente straordinaria.

La crescita è stata trainata soprattutto dalle commissioni e dal risultato netto della gestione assicurativa, aumentati rispettivamente del 14% nel trimestre e dell’11% nel semestre. In accelerazione anche il margine di interesse, cresciuto del 2% rispetto al trimestre precedente, grazie a un incremento dell’8% di prestiti e depositi.

Sul fronte dell’efficienza, i costi sono diminuiti dell’1% sia nel trimestre sia nel semestre, nonostante gli investimenti in tecnologia e intelligenza artificiale. Il rapporto costi-ricavi è così sceso al 34%, confermando UniCredit tra gli istituti più efficienti del settore.

Il costo del rischio si è mantenuto contenuto a 17 punti base, mentre il coefficiente patrimoniale CET1 è salito al 14,3%, con l’obiettivo di raggiungere circa il 15% entro la fine dell’anno.

Il gruppo ha inoltre annunciato un acconto sul dividendo in contanti relativo all’esercizio 2026 pari a circa 2,8 miliardi di euro, corrispondente a circa la metà del dividendo complessivo previsto.

Guidance rivista al rialzo

Alla luce dei risultati conseguiti, UniCredit ha migliorato le prospettive per il 2026 e per gli anni successivi. L’obiettivo di utile netto per il 2026 è stato portato a ben oltre gli 11 miliardi di euro, pari a circa 11,5 miliardi escludendo i costi di integrazione. Riviste al rialzo anche le ambizioni di medio termine, con un utile previsto ben superiore ai 13 miliardi nel 2028 e oltre i 15 miliardi nel 2030, prima del consolidamento integrale di Commerzbank.

“Unlimited sta portando a un cambio di passo”, ha dichiarato Orcel, sottolineando come la banca stia accelerando la crescita redditizia attraverso l’espansione delle quote di mercato, gli investimenti in tecnologia e intelligenza artificiale e una disciplina costante nell’esecuzione della strategia.

Orcel: “Su Commerzbank è il momento di dialogare con il governo tedesco”

Nel corso di un’intervista a Class Cnbc, l’amministratore delegato ha aggiornato anche il mercato sull’operazione Commerzbank, definita sempre più strategica per il gruppo.

“Ora è il momento eccellente per aprire un dialogo con il governo tedesco su Commerz”, ha affermato Orcel, spiegando che UniCredit è in attesa delle autorizzazioni necessarie. “Crediamo che forse per fine anno si potrà chiudere”, ha aggiunto.

La banca – nella sua nota – ha evidenziato come Commerzbank stia evolvendo “da un redditizio investimento finanziario in una transazione strategica di significativa creazione di valore industriale”, con l’obiettivo di generare un rendimento sul capitale allocato del 15% e rafforzare ulteriormente crescita e distribuzioni agli azionisti.

Generali resta un investimento finanziario, smentite su Mps

Orcel ha inoltre commentato la partecipazione detenuta in Generali, precisando che, allo stato attuale, non vi sono cambiamenti nella strategia. “In Generali ancora è un investimento finanziario, stiamo osservando perché l’environment si sta muovendo e sulla base di quello prenderemo le nostre decisioni”, ha dichiarato.

L’amministratore delegato – nel corso dell’intervista a Class Cnbc – ha infine smentito le indiscrezioni su presunti contatti con Delfin riguardo a una possibile operazione su Monte dei Paschi di Siena. Alla domanda sull’esistenza di trattative per la quota in Mps, la risposta è stata netta: “No, assolutamente no”.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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