L’informatica ‘green’ nasce a Sanremo

(Di Alessandro Pulcini) – Capire come abbattere le emissioni di Co2 e ottenere un vantaggio in termini economici e di sostenibilità dalla compravendita di prodotti ricondizionati. È l’obiettivo che propone alle aziende la società italiana, con base a Sanremo, Green Idea Technologies, la prima azienda europea specializzata nella estionge ecosostenibile circolare dei prodotti informatici (Ict Eco management). Tra le voci del bilancio di sostenibilità di un’azienda, infatti, oltre alle emissioni dirette come combustioni, processi chimici e riscaldamento, vanno considerate anche quelle indirette, che possono andare dal tragitto compiuto in macchina ogni giorno dai dipendenti alle emissioni della catena di fornitura.

Proprio di quest’ultimo aspetto si occupa la società sanremese. Attraverso una suite esclusiva creata dall’azienda, l’Ict Circular Soft, le aziende possono effettuare automaticamente le operazioni di calcolo delle emissioni di CO2 dei prodotti informatici, certificare l’impatto ambientale, vendere prodotti come pc e stampanti a fine vita ai ricondizionatori, pianificare e gestire gli acquisti di prodotti ricondizionati per raggiungere i migliori risultati possibili in termini economici e di sostenibilità.

Ceo e fondatore dell’azienda è Domingo Noguera, venezuelano trapiantato in Italia da 10 anni: “L’idea nasce nel 2014. Lavoravo per piccole società per le quali cercavo di procurare prodotti informatici ricondizionati ed ecosostenibili, ma era difficile procurarseli: i clienti finali, ovvero le aziende, non sono in contatto con i ricondizionatori, ma con i distributori. Sono quindi legate a un servizio locale che presenta il prodotto ricondizionato esclusivamente come un’opportunità di risparmiare, danneggiato dalla percezione comune secondo la quale ‘essendo un prodotto usato, non è affidabile come il nuovo’. È proprio l’approccio comunicativo, supportato da economicità e base tecnologica, che caratterizza la soluzione offerta dalla nostra azienda e che ci ha permesso di avere successo: abbiamo dato una nuova percezione a quale valore possa rappresentare un prodotto ricondizionato, che con il nostro sistema di certificazioni non è più solo un prodotto economico rispetto al nuovo, ma anche affidabile e sostenibile”.

La startup Green Idea Technologies nasce grazie all’esperienza in campo informatico di Noguera e agli studi accademici bolognesi (sullo sviluppo sostenibile) di un altro venezuelano, Alejandro Aguero; nel 2017 viene sviluppata la suite Circular soft, che si è basata su un lungo lavoro di analisi sulle caratteristiche tecniche dei prodotti informatici e la valutazione oggettiva della loro qualità data da Microsoft Refurb. L’unico caso europeo di “database di risparmio Co2 per ogni tipologia di prodotto informatico, uno strumento smart e veloce per la verifica delle emissioni”, secondo Noguera. Ed è proprio per questo che è arrivata la chiamata della Fondazione Ellen MacArthur, capofila della filosofia dell’economia circolare che ha contattato la Green Idea Technologies per la redazione del documento, supportato da Google, ‘Circular Consumer Eletronics’, sull’applicazione dell’economia circolare nel mondo dell’elettronica.

Ma quali sono i vantaggi economici per i clienti di Green Idea? Si possono risparmiare in media, per ogni dipendente, circa 340 euro e 400 kg di anidride carbonica all’anno “grazie all’economia circolare: l’azienda non risparmia solo in fase d’acquisto, ma anche evitando lo smaltimento, rivendendo i prodotti a fine vita ai nostri ricondizionatori”, sostiene il Ceo. Non ci sono solo le grandi imprese, le banche e le compagnie di assicurazione nel futuro dell’azienda: “Ci proporremo alla pubblica amministrazione come anche alle piccole imprese, e qualcuna già la serviamo. Ma una delle nostre sfide principali è quella di raggiungere i privati: in collaborazione con il principale consorzio italiano recupero e riciclaggio Raee, Ecodom, stiamo avviando un progetto dimostrativo in Italia e in Inghilterra con il quale raccoglieremo nelle scuole, nei municipi e nei centri commerciali prodotti informatici a fine vita”.