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1 Agosto 2018

Mediobanca: bilancio da record, guida l’espansione commerciale

Attilia Burke

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Numeri da record per Mediobanca nell’esercizio 2017-2018. Il bilancio approvato dal cda, si legge in una nota, ha visto i ricavi attestarsi a 2,42 miliardi, in crescita del 10,2% rispetto all’esercizio precedente, ai livelli più alti di sempre. A guidare la crescita la “forte espansione commerciale” della banca che, nonostante i risultati positivi, non prevede di rivedere il piano industriale al 2019. Resta dunque confermato, come era stato già deciso, “che entro giugno 2019 effettueremo una cessione del pacchetto” del 3% delle Generali, afferma l’amministratore delegato del gruppo Alberto Nagel, in conference call con i giornalisti. E Mediobanca promette ai soci dividendi generosi anche per l’anno a venire.

Lontana, ancora, la quotazione in borsa di CheBanca! che Mediobanca potrebbe “prendere in considerazione solo in caso di una grande operazione” di fusione, afferma l’ad di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, in conferece call con gli analisti. “Non vediamo oggi la possibilità di quotare CheBanca! – ha spiegato – perché è una fonte di funding per il gruppo”. Attualmente non esistono neanche interessi a unire “banche retail” alla banca online del gruppo.

Mediobanca ha chiuso il bilancio 2017-2018 con un utile netto di 863,9 milioni di euro, in aumento del 15,2% sull’esercizio precedente. Proposto ai soci un dividendo di 0,47 euro per azione, in crescita del 27% rispetto alla cedola di 0,37 euro di un anno fa. Piazzetta Cuccia, i cui risultati sono superiori al consensus degli analisti, ha inoltre approvato un riacquisto di azioni proprie sul 3% del capitale.

La performance di Mediobanca riflette il positivo andamento di tutte le divisioni ed in particolare del credito al consumo ed il progressivo consolidamento del Wealth Management. La solidità patrimoniale si rafforza ulteriormente con il Common Equity Tier1 Ratio (CET1) che passa dal 13,3% al 14,2%. Il dividendo è superiore all’obiettivo del piano industriale e, con un pay-out del 48%, si colloca nella parte alta della forchetta (40-50%) recentemente indicata dall’ad, Alberto Nagel. L’utile dell’ultimo trimestre sale a 182 milioni, rispetto ai 136,3 milioni del corrispondente periodo del 2017, mentre i ricavi passano da 538,8 a 619,2 milioni.

Il risultato operativo sale nell’esercizio del 23,6% a 1.057,2 milioni, raggiungendo con un anno di anticipo il target di 1 miliardo atteso nel 2019. Crescono tutte le componenti dei ricavi: il margine d’interesse aumenta del 5,6%, i proventi di tesoreria passano da 121,3 a 157,4 milioni, le commissioni e gli altri proventi salgono del 19,1%, con un apporto del Wealth Management in crescita del 48% (a 258,7 milioni, pari ad oltre il 40% delle commissioni di gruppo) anche per effetto dell’allargamento del perimetro. Il contributo delle società consolidate a patrimonio netto, riconducibile a Generali, aumenta da 263,9 a 280,3 milioni. Crescono i costi di struttura (+8,9%), in larga parte per l’ampliamento di perimetro, mentre le rettifiche su crediti scendono del 21,9%, a 247,2 milioni, ed esprimono un costo del rischio pari a 62 punti base. Il risultato lordo sale così a 1.095,8 milioni (+20%). Quanto ai dati patrimoniali, il totale attivo aumenta da 70,4 a 72,3 miliardi per i maggiori volumi dell’attività creditizia.

Crescono gli impieghi a clientela (+7,7% a 41,1 miliardi), anche grazie a una accresciuta erogazione di credito (+28% a 16,4 miliardi). Le attività deteriorate nette si riducono del 10,5%, a 842,1 milioni, con un’incidenza sul totale degli impieghi che scende al 2,1%. Le attività finanziarie della clientela nel Wealth Management aumentano da 59,9 a 63,9 miliardi, beneficiando anche dell’ingresso nel gruppo di RAM (4,1 miliardi concentrati in fondi equity sistematici).

L’esercizio 2017-2018 è stato per Mediobanca un anno di “forte sviluppo” grazie alla “forte espansione commerciale” della banca, che si presenta ora”più redditizia, con una migliore composizione dei ricavi, più patrimonializzata” così da consentire “una politica di remunerazione più interessante” grazie all’aumento del dividendo e al buy-back, ha sottolineato Nagel. “l’erogato è cresciuto del 28%, lo stock di credito dell’8%, la nuova raccolta dell’asset management di 5 miliardi e il totale dei financial asset è salito a 64 miliardi”, ricorda. Inoltre “Mediobanca è stata presente nelle operazione di investment banking più importanti che ci sono state, rafforzando la leadership nell’m&a di operazioni molto grandi ma aumentando anche la sua presenza nel mid cap, che è uno dei nostri obiettivi, e rafforzandosi nel capital market”.

“Questa spinta commerciale è stata possibile” grazie “a un’attività di potenziamento dell’attività distributiva, sia digitale che fisica, e ha corrisposto al completamento delle sinergie delle acquisizioni” fatte negli ultimi anni, come Baclays e Banca Esperia, “e a nuove acquisizioni” nell’esercizio, come Ram. “Sulla spinta di attività commerciale abbiamo registrato nuovi numeri record sia in conto economico che nello stato patrimoniale”. Ma per Nagel l’esercizio è stato di “grande soddisfazione” anche “per la forma che la banca sta prendendo. “Sono un seguace del darwinismo bancario, le banche possono sopravvivere bene se si adattano, se cambiano e sanno intercettare i bisogni della clientela e se sanno adeguarsi”, ha sottolineato ricordando l’espansione di Piazzetta Cuccia nel wealth management e la decisione di creare dal nulla dieci anni fa CheBanca!.

E su CheBanca! le idee dell’ad sono chiare: “non dobbiamo distrarci da acquisizioni che non siano coerenti con la nostra impronta digitale”, afferma sottolineando che l’acquisizione di Barclays Italia “è stata una operazione unica” con una rivale “la cui presenza era concentrata nel Nord, nata alcuni anni prima di CheBanca!, con una base di clienti simile e un gruppo che voleva lasciare il nostro Paese”. “Non penso che sia un esercizio che si possa ripetere”, sottolinea.

Per il 2019 “non è nella nostra prassi rivedere o anticipare i target anche perché l’esercizio di piano per una banca d’affari non è un esercizio semplice – ha detto Nagel – Preferiamo andare avanti nella direzione di marcia che avete visto, che sarà ulteriormente rafforzata perché continueremo anche quest’anno a fare acquisizioni e crescere organicamente. Ci interessa il wealth management ma anche il consumer” e le attività “capital light”, cioè a poco assorbimento di capitale, nel “cib (corporate e investment banking). Tutto quello che è advisory e capital market ci interessa”.

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