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Istat, nel 2018 produzione industriale rallenta

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Un 2018 con il piede delicatamente appoggiato sul freno quello della produzione industriale che, rispetto allo scorso anno, rallenta passando da +3% registrato su base annua tra gennaio e giugno 2017 a +2,6% nel primo semestre 2018, secondo i rilevamenti Istat. A livello congiunturale, la produzione industriale a giugno segna un nuovo rialzo, il secondo consecutivo, crescendo dello 0,5% rispetto a maggio scrive l’Istat, spiegando che gli incrementi degli ultimi due mesi hanno permesso di “recuperare la flessione di aprile“. Su base annua, benché l’impulso sembri “attenuarsi” rispetto allo scorso anno, l’indice corretto per gli effetti di calendario risulta in aumento dell’1,7% e “l’espansione” quindi si conferma anche in termini tendenziali, anche se si tratta del rialzo più contenuto dall’aprile del 2017.

Nella media del secondo trimestre il livello della produzione risulta invariato rispetto al trimestre precedente. Analizzando i diversi macro-comparti, l’indice mensile mostra una crescita congiunturale per i beni strumentali (+1,4%) ed, in misura più contenuta, per quelli di consumo (+0,5%) e intermedi (+0,1%). Una variazione negativa si registra l’energia (-0,7%).

Su base annua, rileva sempre l’Istat, tra i settori di attività economica che registrano la maggiore crescita ci sono: l’attività estrattiva (+12,5%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+11,8%) e la fabbricazione di mezzi di trasporto (+7,1%), in particolare la produzione degli autoveicoli sale del 4,1% su base annua. “L’indice destagionalizzato dei beni strumentali raggiunge a giugno un livello elevato (114,6) sostenuto da quattro mesi di continua crescita congiunturale”, rileva l’Istat, spiegando che si tratta del livello più alto da ottobre del 2008 (quando era 115). I beni strumentali includono, tra gli altri, la fabbricazione di macchine e motori, la fabbricazione di strumenti e apparecchi di misurazione e controllo, la fabbricazione di autoveicoli. Le flessioni più ampie invece toccano la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-8,6%), la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-6,5%) e l’industria del legno, della carta e stampa (-4,2%).

E rallenta anche il ritmo della crescita manifatturiera nella prima parte del 2018. Lo dice l’analisi dei settori industriali di Prometeia, secondo cui però è “una fisiologica normalizzazione dei tassi di sviluppo, anche alla luce del contestuale buon andamento degli ordini”. Il rapporto vede “buone prospettive a breve termine”, e ribadisce che “i fondamentali di crescita restano solidi”.

Il fatturato è aumentato del 4,2% a prezzi correnti, tra gennaio e maggio, con un modesto supporto dei prezzi (+1,3%) spiega il rapporto. Il rallentamento è attribuibile, soprattutto, al mercato interno, in particolare all’andamento debole degli investimenti in macchinari e attrezzature nel primo trimestre. Più dinamica, invece, la componente estera del fatturato, grazie alle esportazioni, che sono cresciute del 4,3% tra gennaio e aprile, a valori correnti, un ritmo inferiore di fine 2017 ma comunque migliore rispetto ai principali concorrenti. Nei prossimi mesi l’analisi ritiene che “il ciclo degli investimenti possa conservare un buono slancio” mentre anche la “domanda interna per consumi è attesa mantenersi in espansione”.

Un contributo determinante alla crescita manifatturiera arriverà dall’export: “i mercati Ue resteranno il fulcro dell’espansione delle vendite oltreconfine, ma un traino più deciso potrebbe giungere anche dai mercati extra-Ue, grazie ad un deprezzamento del cambio euro/dollaro e ad un rischio di escalation protezionistica che appare, ad oggi, maggiormente ridimensionato rispetto a qualche settimana”.

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