A Cernobbio prove di dialogo Salvini-imprenditori

Matteo Salvini torna da vicepremier al Forum Ambrosetti di Cernobbio. E vuole dare risposte alle richieste e anche alle perplessità degli imprenditori presenti. Parla prima a margine, pressato dalla ressa di giornalisti e operatori, e poi interviene di fronte a una platea che lo ascolta con attenzione. “Lo scorso anno dissi che sarei tornato qua al governo. Metà sala era spaventata, l’altra metà incuriosita e io lavoro per dare risposte a tutti”, sono le parole con cui introduce un intervento che spazia dai contenuti della prossima manovra, ai temi più classici della sua dialettica, immigrati, crisi libica e sicurezza. Arriva anche un chiarimento esplicito: “Farò tutto quello che è umanamente e politicamente possibile perché il governo esaurisca il contratto firmato con gli italiani per i prossimi cinque anni. Non mi interessa andare all’incasso adesso e lasciare il Paese nell’instabilità”. La reazione degli imprenditori è cauta ma c’è un’apertura di credito. I due applausi che arrivano dalla platea sono tutt’altro che un’ovazione ma denotano l’interesse, evidentemente, di andare a vedere le carte in mano al governo giallo-verde.

Anche gli sviluppi giudiziari che lo riguardano, di fronte agli interlocutori di oggi, possono essere affrontati con ironia. Prima Salvini chiarisce che “non c’è nessun golpe” e poi, chiudendo l’intervento, da’ appuntamento all’anno prossimo. A patto, dice, che sia “a piede libero”.

Ampio il passaggio dedicato alla legge di Bilancio, lo snodo che misurerà quanto le aspettative possano essere soddisfatte o disattese. “La manovra economica sarà basata sulla crescita, nel rispetto dei vincoli europei”, dice, facendo ironicamente riferimento all’esigenza di tranquillizzare i mercati: “ho imparato che prima di chiamare i miei figli al mattino devo vedere lo spread”. Quindi, assicura, “faremo il possibile e l’impossibile per rispettare i vincoli esterni che aiuteranno i nostri figli a vivere meglio ma la politica di austerity degli ultimi anni ha fatto aumentare il debito di 253 miliardi: se metto la crescita davanti, forse il risultato cambia”. Questo, ponendo attenzione ai piccoli e al capitolo fiscale. “Stiamo incardinando una manovra economica che abbia una prima evidente riduzione fiscale, non per i grandi ma per i medi e piccoli. Un’inversione di tendenza che contiamo possa essere un volano per l’economia”. Prima, parlando con i giornalisti, ha già elencato le misure principali. “La manovra sarà del cambiamento e già ci saranno primi mattoni di smontaggio della legge Fornero, di riduzione del peso fiscale, di stralcio delle cartelle di Equitalia e, ovviamente, dell’avvio del reddito di cittadinanza”.

La legge di bilancio, osserva sempre al Forum il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, “sarà il grande banco di prova del governo”. Occorre, aggiunge, “avere attenzione, ai fini del governo, anche alla crescita e a non aumentare il debito pubblico del paese. Vediamo cosa accade. Abbiamo visto alcune dichiarazioni di responsabilità di esponenti del governo. E’ evidente che la legge di bilancio sarà il banco di prova di questo governo“. Parole attendiste a cui si deve però aggiungere la corsa alla stretta di mano di tanti imprenditori e la disponibilità al confronto che si respira nei capannelli, vista lago, di Villa d’Este.