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La promessa di Di Maio: aiuti ai deboli e meno sprechi

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Attenzione ai più deboli, lotta senza quartiere a chi “ha portato i soldi all’estero”, meno sprechi e un disboscamento di oltre 140 leggi inutili. Luigi Di Maio a tutto campo. “Dobbiamo aiutare le fasce più deboli della popolazione, non premiare chi si è portato i soldi all’estero e vuole farli rientrare”, dice il ministro dello Sviluppo Economico ai giornalisti a Milano che gli hanno chiesto di spiegare la differenza tra ‘condono’ e ‘pace fiscale’, visto che il Movimento 5 Stelle ha annunciato la sua contrarietà.
“Non sto dicendo che la Lega voglia fare questo – ha precisato Di Maio al termine di un incontro ad Assolombarda – però, per quello che sono i nostri valori, deve essere ben chiaro che se ci sono persone che hanno annose questioni con l’agenzia delle entrate, pubblica amministrazione, contenziosi, pendenze e sono piccoli imprenditori, piccoli risparmiatori, padri e madri di famiglia, quelle persone hanno il diritto a dire basta una volta e per tutte”.
Ma quindi chi è difficoltà non deve pagare le tasse? hanno chiesto i cronisti. “No, le deve pagare – ha risposto Di Maio – Qui stiamo dicendo semplicemente che dobbiamo trovare un momento in cui quella persona si siede con l’Agenzia delle entrate, si dicono che questo è quello da pagare, questo è quello con cui ci accordiamo, e d’ora in poi pace, amici come prima”. “Questo mi sembra un principio ragionevole soprattutto se stiamo riformando il fisco”, ha concluso.
“Entro dicembre sarà pronto un codice del lavoro che semplificherà la giungla di 140 leggi, in cui ormai non si capisce più nulla”, ha infine promesso Di Maio. “Il progetto è di abolire 140 leggi e metterle insieme in un unico codice del lavoro. Che consentano a lavoratori e imprenditori di sapere qual è la legge che si applica ai loro problemi è la mia priorità”.