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Investire in cultura, ecco come può farlo una grande azienda

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È stato detto che la cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande (Hans Georg Gadamer). Perché quindi una grande azienda deve investire in cultura? Una risposta arriva da Deloitte, che è un’azienda di servizi di consulenza e revisione, la prima nel mondo in termini di ricavi e numero di professionisti. Paolo Gibello, da febbraio 2016 presidente della Fondazione Deloitte, spiega come.

Ci parli del rapporto tra patrimonio culturale e business per la Fondazione Deloitte

Fondazione Deloitte è fin dalla sua nascita impegnata a promuovere l’immenso patrimonio culturale italiano ponendosi come collettore delle esigenze del Paese, coinvolgendo e facendo dialogare gli attori istituzionali. Canalizziamo gli sforzi per realizzare azioni concrete con la messa in campo di competenze, capacità di networking e, naturalmente, anche di risorse economiche. La valorizzazione e la tutela dell’Arte, della Storia e del nostro paesaggio è una delle missioni in cui la Fondazione si è sempre impegnata attraverso donazioni, attività di volontariato e sostegno a iniziative d’eccellenza. Due esempi concreti sono il progetto “Pompei accessibile”, che permetterà di rendere fruibile il sito archeologico Patrimonio dell’Unesco anche alle persone con difficoltà motorie e che ha visto la collaborazione della locale Soprintendenza Archeologica e dell’Università Federico II, con il placet del Ministero per i Beni Culturali, e l’adozione del dipinto “Gesù e la Samaritana” di Pietro Negri, un’iniziativa di Borsa Italiana a sostegno delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Si tratta di azioni pratiche che per la nostra Fondazione rappresentano un’opportunità di generare un impatto positivo sulla società e sul business, in particolare per quanto riguarda l’accessibilità e la fruizione della cultura. Sono poi in corso diverse iniziative interne a Deloitte che hanno l’obiettivo di sviluppare l’impegno sociale nelle nostre persone. L’impegno nel sociale è una leva importante per l’engagement delle persone: secondo la Deloitte Millennial Survey, i giovani chiedono alle aziende un maggiore sforzo per un impatto sociale positivo, infatti meno della metà dei Millennial ritiene che le aziende si comportino in modo etico (48%) e che i dirigenti aziendali siano impegnati a contribuire al miglioramento della società (47%).

Secondo Lei il mondo del business si occupa abbastanza di giving back?

Il numero delle fondazioni d’impresa che operano in allineamento strategico con il business aziendale è sicuramente in crescita e ormai la creazione di valore sociale ed economico convivono. Percepisco inoltre un’evoluzione della responsabilità sociale d’impresa, da semplice “nice-to-have” a requisito fondamentale. Il giving back non è più un’attività occasionale e non strutturata. Le aziende oggi infatti scelgono programmi allineati con i propri valori e la propria filosofia – e che per questo sono in grado di coinvolgere più facilmente le persone che lavorano per quel brand e a durare nel tempo.

Ci dia 3 buone ragioni perché un’azienda debba occuparsi anche di giving back in termini culturali

Il tema della cultura è direttamente collegato alla grande sfida dello sviluppo del Paese, perché tutto quello che viene “restituito” in chiave culturale alimenta lo sviluppo di risorse e opportunità che impattano direttamente sulla crescita. Lavorando sulla cultura d’impresa si crea poi consapevolezza dell’importanza del giving back nelle persone che lavorano per l’azienda e per tutti gli stakeholder coinvolti. Infine agire in termini di giving back è sicuramente associato a migliori performance del business: secondo la ricerca Human Capital Trends 2018 di Deloitte, il 77% degli intervistati lo ritiene un trend importante per migliorare la performance economica e il brand value.

Come è nata l’idea del Mudec, il Museo delle Culture a Milano?

La relazione con il Mudec è iniziata nel 2013 con la sponsorizzazione da parte di Deloitte, a cui ha fatto seguito il patrocinio della Fondazione Deloitte. Fin da subito è quindi stato naturale sostenere un’importante istituzione qual è il Mudec, coerentemente con il suo impegno verso la scena artistica e culturale in tutto il mondo. Il Mudec rappresenta per il nostro Paese una realtà innovativa sia in termini di fruizione della struttura museale sia a livello di offerta, e questa spinta all’innovazione e al sostegno della cultura a favore della Società non può che trovare il supporto del nostro network, che crede proprio negli stessi principi. La partnership con il Mudec in questi anni per noi ha significato un grande ritorno di visibilità ma anche una serie di benefit per i nostri dipendenti e i nostri clienti, i cui riscontri sono stati molto positivi.

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