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E-commerce: da Ice agevolazioni pmi per l’export online

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Agevolazioni per le pmi in modo che possano operare con l’e-commerce che presenta costi talvolta al limite del proibitivo per i più piccoli. Per lanciare le aziende italiane nel mercato dell’export online verrà varato “un ecosistema di agevolazioni, lavorando sulla parte alta del conto economico, perché anche una piccola e media azienda per operare su una piattaforma come Alibaba ha bisogno di un investimento base intorno agli 80mila euro“, spiega Pergiorgio Borgogelli, direttore generale dell’agenzia Ice in occasione del convegno “DigItalyzation-e-commerce for export” che si è svolto oggi a Napoli.

“L’Ice – spiega – finanzia la parte della comunicazione senza la quale la visibilità non esiste sul digitale e l’ecosistema delle altre incentivazioni potrebbe aiutare queste aziende su quei servizi digitali altrettanto importanti e necessari ad aprire uno store e a incentivare l’apertura e soprattutto a evolvere e mantenere uno shop. Vogliamo rendere virtuoso questo meccanismo, in modo che le agevolazioni si muovano in maniera coordinata, cioè finanziamo, aiutiamo e abbattiamo costi alle pmi che aderiscono a progetti di internazionalizzazione e non più a pioggia”.

Il sistema studiato dall’Ice riguarda anche il temporary digital manager, finanziato dal Mise, ma anche i service provider digitali e le agenzie digitali necessarie soprattutto in mercati lontani come la Cina. “E poi – aggiunge Borgogelli – si lavorerà anche da un punto di vista politico per avere da questi marketplace condizioni più favorevoli“. Una svolta necessaria perché, ricorda il direttore dell’Ice “l’incidenza del nostro on line nella vendita diretta è inferiore al 10%, un livello basso rispetto alla media europea. Per questo abbiamo iniziato un’operazione di incentivazione ad andare sulle piattaforme di distribuzione di grandi retailer come Yoox o grandi piattaforme di marketplace come Alibaba in Cina o Amazon negli Usa e in Europa. I settori prevalenti sono quelli tradizionali del made in italy, quindi l’abbigliamento ma sono in crescita anche design, agroalimentare e lifestyle”.

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