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Boccia: cambiare la manovra. Savona: nessun rischio default

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Cambiare subito la manovra. No, non serve, ma va monitorata. Al convegno annuale dei Giovani di Confindustria, a Capri, va in scena un confronto aperto tra industriali e Governo. Protagonisti, da una parte il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e dall’altra il ministro per le Politiche Europee Paolo Savona.

“E’ evidente che sia la lettera della Commissione europea che il declassamento erano nelle cose. La sfida che il governo deve fare propria è sulla crescita, spiegare l’analisi di impatto di questa manovra, evidentemente correggerla, postando più risorse sulla crescita“, dice il numero uno di Viale dell’Astronomia. “Questo governo – prosegue Boccia – vuole definire una sfida: quella che attraverso la crescita si può sforare e anche di un punto il rapporto deficit/Pil e che attraverso la crescita si rende sostenibile la manovra e, aggiungiamo, ci si gioca anche la credibilità del governo”. Ma per farlo “occorrerebbe spiegare bene qual è il fattore di crescita che è in questa manovra, ad oggi non è chiaro”.

Tre gli argomenti che usa Savona nella replica. “C’è un punto di partenza nel quale non solo credo io, ma credo che ci credano tutti gli italiani: il debito pubblico italiano è assolutamente solvibile, non c’è nessun problema che l’Italia invochi un default“, dice il ministro. “E non c’è nessuna possibilità – aggiunge – che incorra che incorra in un cosiddetto rischio di denominazione, cioè di rifiutare l’euro come denominazione del suo debito. Se accadrà sarà per motivi esterni al Paese”. Secondo, “la vera sfida è nella riattivazione degli investimenti. La crescita verrà dalla riattivazione degli investimenti”, spiega. Bilanciare il deficit con la crescita è “una “una situazione che va affrontata. Va affrontata con gli investimenti. Io ho ancora fiducia che riusciremo a farlo”: “Possiamo crescere benissimo al 2 ed al 3% se riusciremo a riattivare gli investimenti agendo su norme che non sono fatte da questo governo” e che “vanno modificate”. Poi, il passaggio più significativo. “Io ho votato questa manovra a condizione che venga verificata ogni trimestre, per leggere cosa sta succedendo attorno a noi, al di fuori di noi”, argomenta Savona, spiegando: “sarebbe ancora più grave, rispetto ai rispetto dei parametri fiscali e al pilota automatico, se anche le leggi finanziarie divenissero piloti automatici, che vengono realizzati” a prescindere dalla “circostanza economica, sociale e politica”.