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Dombrovskis: taglio 0,2% non basta. Conte: stabilità sociale

Un taglio del deficit dello 0,2% non è sufficiente a evitare l’apertura di una procedura sul debito. Così il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, in un’intervista a La Stampa, invita il governo giallo-verde a effettuare una “correzione consistente” dei conti della manovra e a “prendere provvedimenti concreti”. Ma il premier Giuseppe Conte non condivide la posizione del vicepresidente Ue: “Dombrovskis ha evidentemente delle certezze che io non ho. Parlerò con Juncker”.

“Ho detto alla Commissione: ‘Aiutateci’. Ma le riforme le facciamo, non torniamo indietro”, ha affermato Conte in un colloquio con il Corriere della Sera, aggiungendo che “la stabilità sociale conta più di quella finanziaria”.

Ma per Dombrovskis “la traiettoria di bilancio scelta dall’Italia è controproducente per l’economia italiana stessa. I tassi di interesse sono cresciuti parecchio, c’è un impatto sull’economia reale, sull’accesso al finanziamento per le imprese, sul credito al consumo. Gli indici di fiducia – prosegue – stanno scendendo e questo colpisce il potenziale degli investimenti. Anche per questo abbiamo rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il 2018, da 1,3% a 1,1%”. “È importante – sottolinea quindi – che l’Italia riconsideri la sua traiettoria di bilancio. Perché questi sviluppi economici colpiscono anche il sistema bancario, visto l’aumento dei tassi di interesse. C’è poi una notevole riduzione delle quotazioni azionarie. Bisogna tener conto di tutto ciò quando si discute dell’evoluzione del bilancio italiano”.

Se sarà possibile recuperare dei soldi, lo faremo, possibilmente destinandoli agli investimenti. Io non cerco alibi, ma non ne darò…”, afferma il premier. Conte riferisce di avere avvertito il commissario Pierre Moscovici che “la stabilità sociale conta più di quella finanziaria: basta vedere quello che è successo in Francia prima con la rivolta delle banlieues e poi con le proteste dei gilet gialli. Sono segnali da non trascurare”.

“Confidiamo di avere margini rispetto ai saldi finali”, ha affermato il premier sulla manovra. “Ci stanno pervenendo le relazioni tecniche che ci consentiranno di calcolare fino all’ultimo euro le risorse finanziarie che riusciremo a recuperare se risulteranno superflue” rispetto alle riforme e che “ci consentiranno di avere un margine negoziale”.

A detta del vicepremier a cinquestelle Luigi Di Maio, “si è detto troppo poco di come abbiamo costruito la manovra. Gran parte dei fondi li abbiamo trovati nel bilancio sebbene tutti pensino che sia una manovra per deficit. Stiamo per tagliare le pensioni d’oro nella legge di bilancio che entro dicembre sarà approvato e andiamo a mettere mano in spese inutili negli appalti della Pa e delle partecipate”. “Con i tagli alle sprechi finanzieremo la riforma quota 100. Abbiamo messo un miliardo in più sulla Sanità e ora stiamo facendo un piano con il ministro Grillo per non chiudere i piccoli ospedali”, conclude.

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