Carige: Patuelli, recuperare al più presto risorse bond 

Quello del sistema bancario italiano non è stato un intervento a fondo perduto. A ricordarlo a Banca Carige è stato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, che ha confermato che si punta a recuperare i soldi prestati a Carige attraverso l’intervento dello Schema volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi.

“È chiaro che il mondo bancario italiano che va a sottoscrivere questa obbligazione convertibile auspica e punta a un risanamento completo e definitivo anche di Banca Carige e per la prima volta constata che non è in partenza un intervento a fondo perduto ma è un’obbligazione subordinata di cui auspichiamo il più possibile, al più presto, il recupero”, ha detto Patuelli, a margine del Consiglio nazionale della Fabi.

Intanto, se l’assemblea di Banca Carige in programma il prossimo 22 dicembre dovesse bocciare la delega al cda per l’aumento di capitale da 400 milioni di euro, il rendimento del bond subordinato emesso la scorsa settimana dall’istituto ligure salirebbe dal 13 al 16%. L’aumento della cedola, si legge nel regolamento del titolo, avrebbe affetto “retroattivo a decorrere dalla data di emissione”. Per la sola parte sottoscritta dallo Schema Volontario del Fitd, pari a 320 milioni di euro, il costo annuo del bond, in termini di interessi, lieviterebbe così a 51,2 milioni di euro. L’aumento di capitale è finalizzato proprio al rimborso del bond subordinato.

“Se faranno licenziamenti noi faremo le barricate”. Lo dice il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni in relazione alla situazione di Carige. Sileoni, comunque, ricorda che nei giorni scorsi l’ad dell’istituto, Fabio Innocenzi, ha escluso di voler ricorrere a esuberi. L’allerta resta comunque alta dal momento che nel sistema bancario, in termini di lavoratori con i requisiti per i prepensionamenti, “si è già raschiato fino in fondo il barile”, evidenzia Sileoni. In caso di nuovi tagli resterebbe, quindi, in molti casi solo lo strumento del licenziamento e “noi non abbiamo intenzione di accettarlo”, conclude il segretario della Fabi.